Il museo di Portalbera fra la storia e le antiche tradizioni
PORTALBERA.La raccolta museale etnografica «Franco Leoni» è nata dall'esigenza di conservare e tramandare la memoria della nostra civiltà contadina presso l'odierna generazione.
L'intento è anche quello di ricostruire uno spaccato di storia locale per il periodo che va dalla seconda metà dell'Ottocento alla metà del Novecento circa, mostrando le attività artigianali, quelle complementari all'agricoltura in senso stretto, e quelle all'interno del focolare domestico che i componenti della famiglia svolgevano nel poco tempo libero dal lavoro principale. Dal 1994 un gruppo di volontari, fra cui Carlo Aguzzi (che ora è uno dei responsabili del museo), cominciarono a raccogliere, soprattutto dai privati, una serie di materiali ed oggetti di uso comune che vennero portati nella cascina di Montallegro (vicinanze di Casa Massimini), allora proprietà del Comune di Stradella. Quando il Municipio decise di vendere l'immobile, ci fu il problema di trovare una nuova sede. Circa tre anni fa, grazie ad una serie di circostanze fortuire, Franco Leoni, che già possedeva un'importante collezione di trattori (più di cento) e macchine agricole (a cui è dedicato un settore dell'esposizione), vista la comunanza di intenti si offri di collaborare per dare una svolta alla situazione. A quel punto venne allestita l'esposizione permanente, inaugurata lo scorso mese di settembre a Portalbera. Il materiale che ivi si trova è diviso in 15 sezioni tematiche che comprendono circa un migliaio di oggetti provenienti dall'Oltrepo orientale e dalle zone limitrofe.
Ci sono reperti fossili, quindi tre sezioni che ricostruiscono altrettanti laboratori artigiani e mostrano i ritratti dei protagonisti: la falegnameria di Giovanni Comolli, la bottega dei calzolai Pasotti e quella orafa della famiglia Arcozzi. Vi è poi una parte dedicata al «Ciclo del frumento e del mais» in cui sono esposti i macchinari che si usavano per sgranare i cereali. Segue la zona riguardante l'economia domestica, sono presenti poi alcuni graticci per allevare i bachi, mastelli per il bucato, l'apparato per la macellazione dei maiali ed altri.
Il numero di visitatori al museo è risultato elevato. L'attenzione è arrivata principalmente dalle scuole per le quali sono stati organizzati alcuni interessanti laboratori didattici.
Manuela Vercesi