«Il mercato resta in crisi» Appello degli ambulanti

VOGHERA.Gli ambulanti del mercato vogherese hanno paura. Paura che la città di Voghera si trasformi «da città dormitorio in città fantasma». E contestano con forza alcune statistiche circolate, secondo le quali ogni banco registrerebbe un incasso (lordo) a mercato pari a circa 700 euro. «Neghiamo assolutamente che si tratti di un calcolo veritiero - sottolineano i rappresentanti di categoria Filippo Martinie Graziano Tagliavini-. Noi e i nostri colleghi, al contrario, stiamo economicamente sempre peggio. Abbiamo bisogno di un impegno concreto da parte delle istituzioni per uscire da questa crisi. Ormai registriamo un calo di circa il 50 per cento del giro dei clienti». Un invito neanche troppo velato all'Amministrazione comunale, perché intervenga subito con l'istituzione di quel tavolo sul commercio ambulante già chiesto tempo fa da Martini e Tagliavini. «Servono regole chiare e progetti di lungo respiro - dicono - per tutelare l'ultima grande realtà commerciale, alternativa alla grande distribuzione, rimasta attiva in città. Il mercato, non dimentichiamolo, rappresenta nel suo complesso la prima realtà economica del territorio vogherese». Di problemi gli ambulanti ne hanno. E non sono pochi. Confermano la tendenza negativa gli associati dell'Avao: «Molti operatori - scrive il sodalizio in un comunicato - stanno faticando per mantenersi in attività, a causa della crisi. Noi vogliamo evitare che alla morsa delle ristrettezze che stanno colpendo il settore si aggiunga anche l'aggressione di una grande distribuzione dispotica. Dobbiamo essere uniti per scongiurare che i supermercati restino aperti ogni sera e tutte le domeniche. Sarebbe l'ennesimo colpo che il mondo degli ambulanti non può proprio permettersi». Graziano Tagliavini, componente della commissione comunale Commercio, e Filippo Martini, presidente Avao, invitano il Comune ad entrare subito in campo: «Voghera non può stare a guardare - dicono - perché in gioco ci sono le vite future di tante famiglie di lavoratori. Siamo pronti a sottoporre a palazzo Gounela tutte le nostre perplessità e utili proposte che possano dare slancio all'universo del commercio ambulante, a partire dalla reintroduzione di apposite tabelle merceologiche. Non siamo razzisti e non ce l'abbiamo con gli ambulanti stranieri, ma vogliamo limitare le importazioni a bassissimo costo che danneggiano i mercati e penalizzano i clienti in termini di qualità». Il rischio di questa recessione? «Temiamo seriamente - sottolineano ancora gli ambulanti - che la nostra Voghera, per anni considerata 'città dormitorio" a poca distanza da Milano, si trasformi in una città fantasma. Tutte le crisi occupazionali che si stanno susseguendo nel nostro comprensorio in questi mesi non ci fanno certamente ben sperare».