Pavia-Genoa, giochi riaperti


PAVIA. Una trattativa da riaprire. La città non vuole assolutamente perdere Pavia-Genoa e cerca una soluzione che possa mettere d'accordo tutti. Il vicesindaco Ettore Filippi ha un'idea: «Aprire un tavolo insieme alla società, alla Lega calcio e al Coni per riesaminare la situazione per presentare al Prefetto una proposta che tenga conto delle osservazioni alla base del decreto, arrivando a definire un programma che permetta di giocare a Pavia». Per Filippi sono due i problemi da superare: «La collocazione dei tifosi ospiti, sicuramente superiore alle 1.000 unità, la gestione dell'arrivo e della partenza e la quantità di forza pubblica necessaria a gestire la situazione complessiva». La proposta è accolta sostanzialmente dal Pavia: «Siamo disponili ad aprire e a partecipare a tutti i tavoli - sostiene il direttore generale dimissionario Armando Calisti - anche se prima di giocare qualunque partita al Fortunati mi aspetto che il Comune mi garantisca l'idoneità dello stadio, messa in discussione dalla decisione del Tar». E sul tavolo: «Dovrebbe essere limitato a Pavia, Genoa e le amministrazioni comunali delle due città. Come è successo per Spezia-Genoa».
In città c'è fermento, la gente non ha digerito il no a Pavia-Genoa. Si sono sprecate le critiche e tra i più bersagliati c'è proprio il Comune. Domani sera è in programma un consiglio comunale e il gruppo di Forza Italia ha preannunciato una «istant question» sull'argomento: in pratica prima del consiglio si parlerà della partita. A rispondere per l'amministrazione ci sarà proprio Filippi, visto che il sindaco Piera Capitelli è assente: «L'amministrazione - dice il vicesindaco - è da sempre convinta che questa gara si possa e si debba giocare a Pavia e che tutti, istituzioni, società e tifosi debbano collaborare per creare le condizioni perchè ciò accada. Significa dare risposte accettabili alle giuste preoccupazioni di Prefetto e Questore che si sono basati su notizie ufficialmente fornite dalla Questura di Genova. Notizie che hanno spinto l'Osservatorio competente a dare alla gara un indice di difficoltà oggettivamente sproporzionato, ma di cui il Tar non poteva non tenere conto». Filippi ricorda che da sempre è stato contrario al ricorso al Tar: «Nessun tribunale può decidere di far giocare una partita contro il parere delle forze dell'ordine». Filippi, anche in base alla sua esperienza nelle forze dell'ordine, dice di condividere le preoccupazioni di questura e prefettura e identifica i due problemi da superare. Rilancia l'ipotesi della tribuna est (2mila posti) da riservare ai genoani: «Risponderebbe a molte delle esigenze richieste». Con lo spostamento della gara è di fatto già risolto il problema della carenza di personale, visto che la partita si giocherà dopo la chiusura delle Olimpiadi: «Per arrivare a una conclusione positiva è opportuno che si abbassino i toni - sottolinea Filippi - e si torni a rispettarsi reciprocamente».
Il Pavia è pronto a confrontarsi con tutti, ma andrà avanti per la sua strada. Calisti parteciperà al Consiglio della Lega di C (probabilmente martedi) nel quale potrebbe essere presa una posizione dura di protesta: forse saranno sospesi i campionati di C. Ed è anche probabile che la Lega ritiri il proprio rappresentante nell'Osservatorio, che ha definito la partita Pavia-Genoa a rischio 3 (il massimo possibile): «Penso che ci siano ancora delle possibilità che la partita si giochi - dice Calisti -, ma è chiaro che spetta alla Lega stabilire la data. L'ipotesi della tribuna est ai tifosi del Genoa? Certo che siamo disponibili, l'ho proposto io per iscritto al prefetto...». Comunque il Pavia non andrà avanti nella battaglia legale: «Non ricorreremo al Consiglio di Stato. Non abbiamo intenzione di fare la guerra, siamo per la pace. Una pace che dia sicurezza a tutti». E si torna al discorso dello stadio: «Alla luce della decisione del Tar oggi non va bene. A termini di legge sono io il responsabile della sicurezza interna al Fortunati e chiedo che il Comune mi garantisca l'idoneità. Altrimenti non potremo giocare più in casa, a partire da Pavia-Spezia. Visto che il responsabile sono io, non metto a repentaglio la sicurezza dei tifosi».

Claudio Cuccurullo