Cambio della guardia a Milano

LIVORNO. L'Inter non sa più vincere e per fortuna trova Cristiano Zanetti in versione angelo custode che al 47' della ripresa respinge sulla linea, a portiere battuto, un colpo di testa di Prates che stava per decretare il terzo ko consecutivo. Invece, grazie al mediano di scorta, la squadra nerazzurra resta a galla, ma purtroppo delude ancora. Un punto in tre partite e obiettivi completamenti cambiati in pochi giorni. Anche perché il Milan vince in serata con il Cagliari e sorpassa portandosi a «-10» dalla capolista Juve. La squadra, ieri affidata a Orsi per la squalifica di Mancini, palleggia con i suoi centrocampisti, ma soffre l'inconcludenza di Adriano e Martins. Ne approfitta il Livorno, che costruisce una partita di sacrificio e ripartenze: gara concreta e essenziale quella degli amaranto. Finisce 0-0 e il punto premia solo il Livorno che continua cosi ad alimentare il sogno Uefa. Ma Mazzone perde Balleri per infortunio, guai al ginocchio dopo una brutta entrata di Wome.
E' vero che il portiere amaranto è stato decisivo almeno in tre occasioni, ma il dato non deve ingannare. L'Inter scelta da Mancini appare sconclusionata. Senza Stankovic (mal di schiena), oltre agli assenti dichiarati, il tecnico sceglie Solari per la fascia destra e Kily Gonzalez per la sinistra: flop. Deludono entrambi e senza la spinta delle ali anche per Adriano e Martins è tutto più difficile. Mancini capisce l'errore e nella ripresa li cambia entrambi, affidandosi a Figo e all'ex laziale Cesar (al debutto con la nuova maglia) e soprattutto il portoghese, con la sua voglia e il suo dinamismo, dimostra quanto sia stata sbagliata la mossa di Mancini e non può valere la giustificazione che mercoledi c'è la Champions. Pesano nelle gambe e nella testa dei nerazzurri le due sconfitte consecutive con Fiorentina e Juve che hanno contribuito a spegnere il sogno di rimonta sui bianconeri e a favorire il recupero del Milan. L'Inter non trova i guzzi necessari per mettere in difficoltà il Livorno anche per l'imprecisione con cui sviluppa il gioco: errori grossolani in fase di impostazione con passaggi sbagliati che, a volte, permettono agli amaranto di ripartire. La squadra di Mazzone, schierata con Passoni davanti ai tre della difesa, e Balleri e Coco molto larghi sulle fasce, capisce che l'Inter non è una macchina da guerra e gioca alla pari, anche se preferisce far fare la partita agli avversari. Durante il primo tempo le cose migliori le squadre le mostrano nei minuti iniziali quando sono i portieri, Amelia prima e Toldo dopo, ad essere protagonisti su conclusioni di Materazzi (colpo di testa su angolo al 2' con deviazione in angolo) e De Ascentis (girata dal limite al 5' con Toldo che smanaccia in corner). Adriano ha voglia di fare, si muove, cerca palloni da giocare e va anche al tiro (7') senza creare problemi ad Amelia. Il Livorno resta guardingo con Lucarelli, cercato da tutti compagni, pronto a muoversi sull'intero fronte d'attacco e al 30' non trova la correzione in spaccata su lancio di Passoni con la difesa nerazzurra inerme. Da una punta ad un'altra: Martins. Il nigeriano si dà un gran da fare, ma la sua imprecisione sta diventando la caratteristica di questo giocatore. Prima non approfitta di un rimpallo favorevole, calcia a girare, ma Amelia non si fa sorprendere e devia in angolo (29'), poi non trova la deviazione su assist di Cristiano Zanetti (35') e infine cade in area dopo un contropiede, sul recupero di Grandoni e Vargas. Pizarro, chiamato a fare il vice Veron, prova a far girare la squadra, ma non ci riesce, anche perchè non è sostenuto dai compagni. La ripresa parte in fotocopia rispetto al primo tempo: Inter che fa gioco e il Livorno che sta sulle sue. L'Inter ci prova, ma senza cattiveria. Con l'ingresso di Figo in avanti l'Inter comincia a muoversi con più determinazione, ma il Livorno è attento. Infine è straordinario il salvataggio di Cristiano Zanetti nei minuti di recupero che salva l'Inter.