L'auto pirata ci ha ucciso Giada
Pavia, febbraio, ore 18: mia figlia esce di casa e si accinge ad attraversare via Ferrini sul passaggio pedonale che porta verso la Vernavola. Accompagna a fare una passeggiata la nostra Giada: si tratta di una femmina di cane lupo di 12 anni, una «vecchia signora» con qualche acciacco che curiamo amorevolmente, dolcissima.
Ad un tratto, mentre attraversa la strada, Giulia «sente» arrivare una macchina, velocissima. In un baleno l'auto arriva, Giulia evita il peggio - ma al Pronto Soccorso le daranno cinque giorni di prognosi per le contusioni riportate - e Giada si accascia colpita nella parte posteriore. La macchina non si ferma, alcuni passanti cercano di leggere il numero di targa, un automobilista prova ad inseguirla, ma invano.
Giada non resisterà al colpo, muore nonostante le cure.
Poteva andare peggio, in fondo è morto solo un cane. Ma noi tutti siamo profondamente addolorati non possiamo dimenticare gli occhi della nostra Giada ferita.
All'ignoto investitore vogliamo dire solo questo: non corra in macchina per le vie cittadine, non si dimostrano cosi abilità di pilota e audacia, ma solo incoscienza e indifferenza alla vita.
Speriamo che legga queste righe e provi un po' di rimorso e di vergogna, per essere fuggito senza prestare soccorso alle sue vittime.
Alberto PellucelliPavia