Costituzione, 3.600 firme
PAVIA. Successo della campagna referendaria del comitato provinciale 'Salviamo la Costituzione". Sono state raccolte, in tutta la provincia, 3.623 firme per il referendum contro la riforma costituzionale voluta dal centrodestra. Lo rende noto il comitato provinciale 'Salviamo la Costituzione", che ha largamente superato gli obiettivi prefissati per la campagna. In tutta Italia sono raccolte 830.987 firme, la Lombardia tra le regioni in cui si è avuto il maggior successo. Molto soddisfatto il coordinatore Antonio Ricci.
Hanno preso parte pagna tutti i partiti del centrosinistra, i sindacati, il movimento Libertà e Giustizia e moltissimi cittadini. Il coordinatore Antonio Ricci, che è anche il responsabile provinciale di Libertà e Giustizia, dichiara: «Il grande successo della raccolta di firme ci indica che si incomincia a capire il nucleo della cosi detta 'devolution", cioè una riforma che attribuisce al primo ministro un potere quasi assoluto fuori da ogni controllo e istituisce un parlamento che non riuscirebbe mai a fare una legge». Il candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia Andrea Albergati dice: «Si tratta di un risultato significativo che evidenzia l'attenzione dei cittadini rispetto ad un tema che forse qualcuno pensava venisse sottovalutato. Il richiamo alla difesa della Costituzione ha raggiunto l'obiettivo da un lato di ottenere il referendum, dall'altro di sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto al contenuto di valori civili e democratici che la Costituzione stessa custodisce». Ecco il commento di Mario Santini, segretario Cgil Pavia: «Anche in provincia i militanti di Cgil, Cisl e Uil si sono impegnati per la raccolta delle firme per il referendum. Da sempre il sindacato italiano è alfiere dell'unità del nostro Paese e del sistema di diritti di cittadinanza affermati al seguito della Liberazione dal regime fascista e dall'occupazione nazista. Il lavoro di informazione e di raccolta di adesioni che Cgil, Cisl e Uil hanno prodotto in queste settimane insieme a Libertà e Giustizia, ha creato i presupposti per una più vasta campagna». Dice il costituzionalista Ernesto Bettinelli: «Il consistente numero dei cittadini pavesi che hanno deciso di opporre resistenza all'improvvisa riforma costituzionale, approvata cinicamente dalla maggioranza di centro-destra contro il modello di convivenza politica e sociale affermato dalla Costituzione repubblicana del 1 gennaio 1948, lascia ben sperare. Sono certo che ciascuno dei 3623 firmatari della richiesta referendaria continuerà a impegnarsi perché nella votazione che ci attenderà a giugno il no sia massiccio, inequivocabile e fragoroso».