Operazione carburante: Italia Zuccheri chiama l'Eni

CASEI.Riconvertire certo. Ma per fare cosa? Se l'obiettivo è salvare l'occupazione e contemporaneamente la produzione agricola, l'unica strada è la produzione di bio-etanolo, carburante ecologico che si ricava dalla distillazione di prodotti agricoli tra cui, appunto, le barbabietole. E una legge in discussione in Parlamento (si dice destinata ad approvazione certa) obbligherà a miscelare nei carburanti tradizionali (ottenuti dal petrolio) una quota di bio-carburanti ottenuti da prodotti agricoli italiani. E Casei potrebbe essere un impianto pilota a livello nazionale: in Francia, da anni, gli stabilimenti che producono zucchero affiancano (come attività complemetare) la produzione di bio-etanolo. Gli esperti assicurano che l'adeguamento tecnolgico non richiede investimenti enormi: in sintesi, basta aggiungere agli zuccherifici dei silos in cui far fermentare le polpe per arrivare al processo di distillazione da cui si ricava il carburante di origine vegetale. In questo senso Casei avrebbe un ulteriore vantaggio: la posizione strategicamente vicina alla raffineria del gruppo Eni di Sannazzaro. Se davvero diventerà obbligatorio miscelare il carburante fossile (quello ottenuto dal petrolio) con quello vegetale (ottenuto da barbabietole, mais, soia, colza e cereali), avere gli impianti cosi vicini sarebbe un indubbio vantaggio. E i bene informati di cose romane assicurano che i primi contatti tra Italia Zuccheri e vertici del gruppo Eni si sarebbero svolti immediatamente dopo la decisione di avviare immediatamente la riconversione dello zuccherificio di Casei. Peserà il fatto che gli aiuti (nazionali e comunitari) alla riconversione potranno essere utilizzati dalle aziende solo se garantiscono progetti di continuità produttiva. Senza questa disponibilità, niente aiuti pubblici. La riconversione dello zuccherificio di Casei, quindi, passerebbe attraverso un accordo con l'industria petrolifera, e lavora sulla legge che impone l'utilizzo di materie prime nazionali per la produzione di biodiesel. Ci dovrà essere un accordo di programma con le Regioni, Lombardia e Piemonte, per creare un bacino agricolo che consenta di avere materia prima tutto l'anno. Quindi ancora bietole, ma anche mais, soia e grano che, invece che nella filiera alimentare, finiranno in quella dell'energia. Per produrre carburante vegetale, infatti, l'industria ha bisogno di rifornimenti stabili lungo tutto l'anno: non basterebbe, come per o zucchero, una campagna di rifornimento limitata a pochi mesi tra la fine dell'estate e l'autunno. (s. ro.)