Divertenti riflessioni da ospedale al teatro San Rocco di Voghera

VOGHERA. Due in pigiama ed uno con il vestito buono, tutti e tre con in testa uno strano cappello bianco a metà strada tra quello dei puffi e quello di un personaggio della commedia dell'arte. Avanzano verso il palco e discutono tra loro di ricette del farmacista e di quanto queste costano. Tutti e tre hanno i loro guai. Tre moderni clown? Tre malati immaginari? Forse. Certo tre tipi strani: 'Ma intanto io - sostiene uno - questo dolore continuo a sentirlo". 'E io ho un problema da questa parte, qui", salta su l'altro.
Comincia cosi 'Pigiama Hotel", la commedia satirica di Mauro Mozzani, Paolo Pisi e Rolando Tarquini, ovvero 'scene un po' folli di vita ospedaliera" che, mescolando fantasia, realtà e divertimento, mettono alla berlina mali, pazienti e dottori: tema serio, ma di cui si è disposti a ridere proprio perché presentato con leggerezza, ingenuità, spensieratezza, un pizzico di assurdo e di poesia. Non c'è, dunque, una trama da raccontare, bensi una serie di situazioni immediatamente riconoscibili, per averle vissute in prima persona. Ci si riconosce nel momento del 'giro": 'Come sta?", chiede il dottore. 'Un dolore qui sotto...". Al cuore, al polmone, alla testa? Al polmone e lo dicono e ripetono cantando anche in musica come in un pezzo d'opera. Oppure nell'ora del pranzo, con uno che si sbuccia la mela, un altro che ha davanti un uovo sodo che non riesce a mangiare ed il terzo alle prese con qualcosa di disgustosamente gelatinoso. O, ancora, in passaggi come quello del medico-clown più traumatizzante che rassicurante, in quello del monologo di Amleto dove l' 'essere o non essere" è rivolto alla radiografia di un cranio e offre lo spunto per una riflessione sul perché capitano le cose. Si sorride della solidarietà che si crea tra pazienti e della saggezza tipica di chi, solo per il fatto di essere in ospedale, se ne intende di tutte le malattie e si lancia in consigli e s'improvvisa medico facendo diagnosi da un solo piccolo sintomo. Si parla di parenti che vengono a fare una visita-lampo, portando una radio per aiutare a passare il tempo o un cabaret di paste: 'Non potrei, ma per una...". Si resta sgomenti nella scena dell'operazione all'uomo dove davvero quella che viene chiamata la 'macchina ospedaliera" si scopre per ciò che è: uno strumento a disposizione della scienza, una catena di montaggio dove le persone sono solo dei casi, un'insieme di pezzi chiamati organi. Pigiami e pantofole, parole incrociate e brindisi clandestini con bicchieri di carta e acqua frizzante, la Madonnina da pregare e i miracoli della scienza medica, la rivolta dei degenti-bende e pastiglie che volano per aria, in questo hotel da clown o da fantasmi in vena di scherzi, dove durante gli interventi chirurgici gli ordini vengono impartiti col megafono, non resta - è la paradossale e tragicomica conclusione della storia - che una cosa da fare: meglio abituarsi subito a morire.
PIGIAMA HOTEL di e con Mauro Mozzani, Paolo Pisi, Rolando Tarquini. Oggi (ore 21.15) al San Rocco di Voghera.