Castelli e abbazie della valle del Ticino: una risorsa turistica

PAVIA. «Castelli e abbazie della valle del Ticino: una possibile via alla valorizzazione del territorio. Lo sviluppo turistico, anche in sinergia con il Parco del Ticino, deve fare un salto di qualità. Da momento episodico può e deve diventare risorsa sia per lo sviluppo del territorio, sia per la sua conservazione». Parole di Fabio Zucca, sindaco di Belgioioso, docente di storia delle autonomie locali all'università di Pavia e autore di un libro, intitolato appunto 'Castelli e abbazie della valle del Ticino" (Edizioni Selecta 2005, 166 pagine, 35 euro) che è stato ristampato a vent'anni di distanza dalle prime due edizioni.
La ragione di questa ristampa sta nel fatto che il volume - che ora si avvale di alcune aggiunte del professor Francesco Ogliari - oltre a suggerire un gradevole itinerario attraverso un'ampia area che abbraccia due Stati (la Confederazione Elvetica e l'Italia), tre regioni (Canton Ticino in territorio elvetico, Piemonte e Lombardia in Italia) e quattro province (Varese, Milano, Pavia e Novara), esorta gli amministratori a giocare realmente, e non solo a parole, la carta del turismo.
«Voglio sottolineare con forza - aggiunge Zucca - la bontà di un'idea che purtroppo non è ancora stata raccolta dagli enti territoriali e dalle forze economiche. E che invece potrebbero garantirne, attraverso l'azione politico-amministrativa, la sua vera realizzazione».
Terra di transito, di confine, d'insediamento umano diffuso, di sviluppo culturale ed economico, la valle del Ticino è, con i suoi castelli e le sue abbazie, le sue chiese e i suoi municipi, un esempio di quella civiltà occidentale che è ancora maestra di democrazia e di convivenza civile, scrive Zucca nella prefazione al volume. E spiega: «Se l'idea 'castelli nella valle del Ticino" diventasse, nell'immaginario collettivo, l'equivalente dei castelli della valle della Loira o dei castelli della Valle d'Aosta, anche le zone periferiche e marginali del Canton Ticino, del Piemonte e della Lombardia potrebbero entrare a pieno titolo in circuiti economici e culturali virtuosi. Strutture militari, arte, cultura, prodotti enogastronomici delle zone indicate dal libro sono assolutanente paragonabili: ciò che manca è invece un forte coordinamento territoriale che possa dare il via all'azione».
La valle del Ticino rappresenta una realtà geografica ben definita anche se spezzata in diversi nuclei amministrativi. Il volume ne ricostruisce l'unità attraverso un suggestivo itinerario fra le costruzioni che ne caratterizzano il territorio, ovvero i castelli. Ai ventinove fortilizi (e alle abbazie) situati lungo il corso del fiume azzurro che sono giunti sino a noi sono dedicate apposite schede costituite da una introduzione storica, una descrizione architettonica dell'edificio, l'indicazione della destinazione attuale e le informazioni necessarie per una visita, ove questa sia possibile. Queste informazioni sono integrate da indicazioni enogastronomiche caratteristiche dei territori attraversati «poichè - spiega Francesco Ogliari - non è possibile dubitare del fatto che la storia di un popolo sia strettamente connessa alle sue possibilità di sostentamento, alla sua cucina, alle sue abitudini alimentari». Le note enogastronomiche sono stare redatte da 'Alto Gusto" di Vigevano. Un ricco apparato iconografico correda il volume.
PRESENTAZIONE.'Castelli e abbazie della valle del Ticino" verrà presentato domani alle 18 in Aula Foscolo, all'Università di Pavia. Oltre a Fabio Zucca interverranno Giulio Guderzo, Luisa Erba, Sandro Meloni e Romano Gandini. L'ingresso è libero.