Una tregua fiscale per il settore avicolo
ROMA.Allo studio una tregua fiscale per i settori economici falcidiati dalla crisi legata all'influenza aviaria. Come è già accaduto in passato per l'emergenza mucca pazza la situazione di questi settori verrà posta nei prossimi giorni sotto stretto monitoraggio per arrivare ad una revisione dello studio di settore, lo strumento che stabilisce i parametri attraverso i quali commercianti e lavoratori autonomi pagano le tasse. La questione sarà trattata nel corso della riunione convocata per mercoledi 22 febbraio, tra amministrazione finanziaria e categorie, nella quale saranno rivisti 27 strumenti per una platea complessiva di 400.000 contribuenti. Tra questi figurano anche i grossisti di pollame e di uova. Ma alcuni rappresentanti del settore commerciale estendono l'allarme e chiedono urgentemente di rivedere subito anche gli studi di settore dei venditori al dettaglio: la crisi non riguarderebbe solo i negozi specializzati nella vendita di carne di volatile ma anche quelli per esempio che vendono animali domestici perchè da tempo - avvertono le categorie - non si vendono più canarini o pappagallini. «Terremo conto della crisi del settore - spiega Giampiero Brunello, amministratore delegato della So.Se, la società per gli studi di settore - e per questo 2006 metteremo al più presto in programma un attento monitoraggio del settore per prendere le decisioni fiscali più adeguate. Lo abbiamo fatto già per la crisi di mucca pazza».