Pm10 alle stelle: confronto in Regione

PAVIA. Mentre la città si prepara alla due-giorni di circolazione a targhe alterne, la giunta regionale approva il provvedimento che vieta l'utilizzo della legna per riscaldamento. La decisione, che per il momento non si traduce in un'ordinanza comunale, viene presa alla vigilia della riunione della cabina di regia al Pirellone. Un appuntamento che servirà agli amministratori della nostra città per fare il punto della situazione insieme alle province collocate nell'area critica della Lombardia.
La qualità dell'aria peggiora di giorno in giorno. Ieri il Pm10 ha nuovamente superato il limite, con 110 microgrammi per metro cubo. Il biossido di azoto si è fermato a 313. Negli ultimi due mesi non era mai stato cosi alto. Una situazione di emergenza ormai permanente che impone la ricerca di soluzioni. La giunta ha deciso per domani di limitare la quantità di emissioni nell'aria, attraverso il provvedimento delle targhe alterne. Il divieto si applica su tutto il territorio comunale, dalle 8 alle 19. Per non incappare in sanzioni, il consiglio agli automobilisti è di utilizzare i parcheggi posti a corona della città. E proprio alla vigilia della nuova tornata di provvedimenti per la città, l'assessore all'ambiente Franco Sacchi sarà presente in mattinata alla riunione in Regione, dove si valuterà se adottare ulteriori misure di contenimento dei valori. Alla riunione della cabina di regia parteciperanno sia i Comuni inseriti nell'area critica, ma anche le città che ancora non 'godono" di questo status, come appunto Pavia.
Un provvedimento, però, è già stato aggiunto a quelli in corso: il divieto di utilizzo della legna come combustibile per i camini e stufe, fino al 31 marzo. Si sta ancora valutando se e come questa decisione riguarderà anche Pavia. Ma il numero limitato di edifici in città che possiedono un camino, lascia ritenere che non ci saranno particolari ripercussioni. «Per come conosco la città ritengo che il provvedimento non è destinato ad avere particolare rilevanza - commenta Franco Sacchi - Forse sarebbe più sensato adottarlo nei paesi vicini, dove il numero di villette è più alto». Dati recenti, tuttavia, sembrano testimoniare che il consumo di legna per il riscaldamento domestico è in forte crescita. E, al contrario di quello che si crede, è ampiamente diffuso anche nelle zone di pianura, dove predomina l'edilizia residenziale distribuita (villette ed edifici bassi), in tutte le province lombarde. La legna però non è un combustibile ecologico, dal punto di vista delle emissioni di polveri. Se bruciata come avviene solitamente, nei caminetti aperti e nelle stufe tradizionali, senza sistemi adeguati di controllo delle stesse emissioni, emette enormi quantità di polveri sottili che sono fortemente dannose per la salute. I fattori di emissione sono dieci-venti volte peggiori di quelle dell'olio combustibile. (m. fio.)