«Guerra delle vignette», due morti in Pakistan


NEW YORK. Hanno provocato due morti ieri le proteste che si sono verificate in Pakistan contro la pubblicazione delle vignette offensive sul profeta Maometto. Sono due dimostranti pakistani che sono stati uccisi dalla polizia a Lahore mentre cercavano di incendiare la succursale di una banca. Le due vittime facevano parte di un gruppo di circa 5000 manifestanti che martedi hanno scatenato la loro rabbia contro l'Occidente.
In particolare hanno attaccato alcune catene di fast food americane, un albergo Holiday Inn e un negozio che appartiene alla società telefonica norvegese Telenor.
Violente manifestazioni di piazza si sono svolte anche a Islamabad quando circa cinquecento studenti hanno marciato verso l'ambasciata della Gran Bretagna e lungo la strada hanno sfaciato cartelli e infranto le vetrate di una banca britannica.
È intervenuta la polizia con lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti prima che raggiungessero le sedi diplomatiche di Gran Bretagna, India e Francia, che si trovano a breve distanza l'una dall'altra. Non è chiaro se la protesta aveva come bersaglio le vignette satiriche pubblicate in Danimarca, e poi in altri paesi, perchè a questo punto una rabbia quasi irrazionale si sta diffondendo a macchia d'olio nel mondo islamico.
È il governo di Copenhagen quello in maggiore difficoltà. Ieri il Consiglio Provinciale di Bassora ha chiesto il ritiro dei 530 soldati danesi fino a che Copenhagen non avrà presentato scuse ufficiali per la vicenda delle vignette di Maometto. Ma il governo si rifiuta di porgere scuse formali perchè l'«offesa» è partita da un quotidiano non governativo, che continua a difendere il suo operato nel nome della libertà d'opinione.
Il ministro della difesa danese, Soren Gade, ha respinto la richiesta venuta da Bassora spiegando che l'ente locale non ha neppure giursdizione sulla presenza di truppe straniere.
«La politica danese non viene fatta da un consiglio provinciale a Bassora», ha detto Gade rivolgendosi al parlamento di Copenhagen. Ieri il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit ha cercato di calmare l'opinione pubblica danese affermando che nessun paese musulmano ha passato leggi che sanciscono il boicottaggio di prodotti danesi.
Ma la protesta del consiglio provinciale di Bassora non è legata solamente alle vignette su Maometto. I danesi a Bassora infatti sono sotto il comando dei britannici che a loro volta si trovano presi di mira per un video circolato negli ultimi giorni che mostra soldati inglesi che pestano a sangue alcuni adolescenti iracheni.
Il governo di Londra, per non far crescere le tensioni, ha subito proceduto con il fermo di una persona e ieri ci sono stati altre tre arresti di militari presumibilmente coinvolti in quelle violenze. Ma queste misure non sono bastate. A Bassora si chiede di interrompere i rapporti sia con gli 8000 militari britannici che con il consolato di Londra a Baghdad.

dal corrispondente Andrea Visconti