Nucleare, l'Iran è già passato ai fatti

ROMA. Come era ampiamente previsto, l'Iran riprende su scala industriale la produzione di uranio arricchito senza attendere un nuovo esame del suo dossier nucleare al Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), riunione prevista per il 6 marzo. Lo ha annunciato ieri il portavoce del governo iraniano Gholam Hossein Elham.
Dalla sede dell'Aiea a Vienna le fonti diplomatiche ritengono che l'Iran abbia già immesso una quantità non specificata di uranio gassificato nelle centrifughe supersoniche nel suo impianto di Natanz.
Il portavoce del governo di Teheran ha anche sostenuto che sono per il momento sospese le trattative con la Russia, congelando quindi i negoziati previsti per domani a Mosca e il probabile trasferimento dell'arrichimento dell'uranio sul territorio russo. Tale provvedimento avrebbe garantito che l'Iran non utilizzasse la sua energia nucleare ai fini militari. L'Iran ritiene tuttavia che le trattative con i russi non saranno fallite del tutto, se si terrà conto «della nuova situazione», cioè della decisione unilaterale dell'Iran di procedere coi propri programmi. «Siamo seriamente intenzionati - ha detto il portavoce del governo iraniano - a portare avanti l'arricchimento a scopi pacifici sul nostro territorio».
Teheran, intanto, minaccia di nuovo di abbandonare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) se non saranno «riconosciuti ufficialmente i suoi diritti» a sviluppare un programma nucleare per gli usi civili. Il 4 febbraio scorso il Consiglio dei governatori dell'Aiea ha deciso di informare del dossier nucleare iraniano il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove non viene esclusa la decisione di imporre a Teheran delle sanzioni economiche per costringerla ad abbandonare la corsa all'atomica. Le autorità iraniane hanno però ancora ieri ribadito di non avere alcun timore di possibili sanzioni.
Se l'Onu deciderà di porre sanzioni all'Iran, ha detto il presidente Mahmud Ahmadinejad, «avrebbero più da perdere i paesi che le decideranno». Ma la Repubblica islamica fa balenare anche la possibilità di rappresaglie contro i paesi occidentali, minacciando di chiudere i rubinetti del suo oro nero verso i consumatori che aderiranno alle sanzioni. «In tutti i settori, compreso quello dell'energia, l'Iran ha gli strumenti per reagire», ha detto ancora il portavoce del governo.
Una voce a favore del proseguimento delle trattative con l'Iran è venuta ieri però dalla Germania, che con l'arrivo di Angela Merkel alla cancelleria si era spostata su posizioni molto critiche nei confronti dell'Iran: «Sono favorevole ad una soluzione politica della crisi con l'Iran», ha detto invece la Merkel.
B.Z.