Ahmadinejad fa il bis «L'Olocausto è un mito»

TEHERAN.Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha avvertito indirettamente che il suo Paese potrebbe decidere di uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) ed è tornato a definire «un mito» l'Olocausto. La nuova occasione per innalzare ancor più i toni dello scontro verbale in atto con l'Occidente è stata fornita dal 27º anniversario della rivoluzione, che ha visto centinaia di migliaia di persone partecipare in tutto il Paese a manifestazioni ufficiali. A Teheran il grande raduno si è svolto come di consueto sulla Piazza Azadi, nell'ovest della capitale. I partecipanti hanno dato alle fiamme pupazzi raffiguranti il presidente americano George W. Bush e il premier israeliano Ariel Sharon, oltre che le bandiere dei due Paesi e della Danimarca, il primo in cui sono state pubblicate una serie di vignette sul profeta Maometto che hanno provocato violente proteste in molti Paesi musulmani, tra i quali l'Iran. Ahmadinejad, riaffermando dalla tribuna che l'Olocausto è «un mito», ha chiesto perché in Occidente «c'è la libertà di insultare il profeta Maometto ma non quella di mettere in questione» lo sterminio degli Ebrei. La politica degli Occidentali, ha aggiunto il presidente iraniano, è «presa in ostaggio dai Sionisti». «Se vogliono trovare un vero Olocausto, devono cercarlo oggi in Palestina e in Iraq», ha detto ancora Ahmadinejad. Tra la folla che ascoltava le parole di Ahmadinejad, vi erano cartelli con scritto «L'Olocausto è una grande menzogna». Lo slogan più scandito, insieme con «Morte agli Usa», «Morte a Israele» e «Morte alla Danimarca», è stato «L'energia nucleare è nostro inalienabile diritto».