Piano di emergenza per il gas
ROMA.L'allarme energia esiste. Tanto che il ministro per le attività produttive Claudio Scajola ha reso noto le misure d'emergenza che potrebbero essere prese se marzo sarà molto freddo e uno dei paesi da cui noi importiamo gas, tronca le esportazioni. Ecco le misure: blocco temporaneo delle esportazioni di energia elettrica, massimizzazione obbligatoria delle importazioni di energia elettrica e provvisorio distacco dalla rete dei grandi utilizzatori di gas (le imprese), con la salvaguardia dei settori produttivi più sensibili. «Nell'attuale situazione di emergenza» ha dichiarato Scajola «ho ritenuto opportuno anticipare il piano che funzionerà come una seconda rete di sicurezza del sistema solo a fronte di eventi eccezionali». I provvedimenti sono stati inviati alle società distributrici di gas, con l'avvertenza che le misure dovranno essere prese solo se si verificherà «l'interruzione totale delle forniture da un paese estero, la possibilità di incidenti agli impianti o il verificarsi di picchi eccezionali di freddo nel mese di marzo».
Ieri l'Eni ha comunicato che sono mancati 12 milioni di metri cubi di gas russo sui 74 milioni richiesti, con un impatto sui consumi complessivi del 3,8 per cento, mentre il giorno prima è stato del 3,3 per cento. Intanto per la prima volta alla presidenza del G8, Mosca assicura che la Russia creerà «condizioni eguali di accesso ai gasdotti per tutte le sue compagnie», ha promesso il ministro delle finanze Aleksei Kudrin. Le forniture russe aumenteranno, assicura Kudrin, per le maggiori estrazioni nel mare di Barens che ha una capacità di 3,2 trilioni di metri cubi di gas, ma non prima del 2010. Secondo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti «è una nuova chance che si apre» e che spinge a fare subito rigassificatori nei prossimi tre o quattro anni. (a.fa.)