Vigevano, Grossi tende la mano
VIGEVANO. A 24 ore dalla partita con il Vado, in casa ducale è ancora tutto in alto mare. La sensazione è che alla fine, in attesa di novità, prevalga il buon senso e che domani pomeriggio scenda in campo la miglior squadra possibile. Impensabile una juniores stile Chiari, almeno non da subito. La brutta figura rimediata nel recupero infrasettimanale con l'Uso Calcio, secondo in classifica, ha lasciato il segno, il morale di Oscar Magoni e dei suoi ragazzi è a terra. E intanto Marco Grossi, uno dei quattro «ribelli» messi fuori squadra, si dice pronto a rientrare con un'altra dirigenza.
Inutile cercare di contattare il presidente Sozzi: il telefono cellulare è spento o suona libero. Le tante attese novità societarie potrebbero arrivare già nel tardo pomeriggio di domani o al più tardi lunedi, a questo punto sembra probabile che il maggior esponente ducale sia prossimo a dimettersi. Sono ore febbrili, Oscar Magoni aspetta fiducioso un segnale forte per poter recuperare, soprattutto dal punto di vista mentale e psicologico, un manipolo di giovani di belle speranze che non vede un futuro in questa società. Ma non basta, urge trovare una soluzione anche tecnica. Improponibile pensare a nuovi arrivi, l'ultima spiaggia è riuscire a ricucire lo strappo con i quattro «anziani» Grossi, Melosi, Teresi e Russo e reintegrarli in tutta fretta nell'organico. Magoni è disposto ad accoglierli a braccia aperte, tutto dipende dalla disponibilità di chi eventualmente subentrerà nella conduzione societaria. Giovedi i quattro erano in tribuna, a soffrire con i pochi tifosi rimasti: «Alla lunga è successo quello che si temeva - commenta l'ex capitano biancoceleste Marco Grossi - è impensabile pensare di salvare una stagione con una squadra quasi totalmente di under. Noi quattro abbiamo seri problemi di comunicazione con questa dirigenza. Se cambia il vertice siamo anche disponibili a rimetterci a disposizione del mister, a condizione che si trovi una soluzione accettabile al problema dei rimborsi spese. Intendiamoci, non abbiamo la bacchetta magica per azzerare di colpo una situazione difficile, ma tutti assieme possiamo provare, rimboccandoci le maniche, a giocarci la salvezza».
Giuseppe Masucci