Zöggeler inizia la caccia all'oro
TORINO. Sono trascorsi quattro anni da quella magica serata a stelle e strisce dell'11 febbraio. Oggi Armin Zöggeler è nuovamente li a lottare per l'oro olimpico. Ancora una volta è il grande favorito, tutti lo temono anche se si è rovesciato nelle prove di giovedi. Il tracciato di Cesana è difficile, contestato, ma è anche quello che lo ha fatto ritornare al successo in Coppa.
Lo slittino, come nel bob ai Giochi Olimpici, si svilupperà su due giornate. Le medaglie vengono assegnate al termine di quattro estenuanti ed emozionanti discese. Tutte sono decisive e la battaglia è sui millesimi. Due manche si disputano oggi (ore 16, la prima), le restanti domani. Per l'intera spedizione azzurra Armin Zöggeler è, assieme a Giorgio Rocca, la punta di diamante. Lo chiamano il 'Cannibale", ma lo slittinista di Foiana (località di montagna vicino a Merano) è un vero mago dei budelli ghiacciati, un campione dal sangue di ghiaccio. L'altoatesino, che in carriera ha vinto tutto, è un campione diverso dagli altri: è calmo, pacato, razionale e sincero.
In avvio di stagione è rimasto sotto le aspettative, ma è stato capace di dare un brutto colpo al morale degli avversari vincendo in Coppa sulla pista di Cesana-Pariol. Zöggeler a Salt Lake City precedette il tedesco Georg Hakl e l'austriaco Markus Prock. Il cinque volte iridato ha appena conquistato la quinta Coppa del Mondo, dando una grande dimostrazione di regolarità ad alto livello. Si è aggiudicato quattro tappe, a Cesana, Lake Placid, Koenigssee e Igls, e ha messo in cassaforte la coppa di cristallo con una prova d'anticipo. Ai recenti Campionati Europei di Winterberg, lo slittinista azzurro si arrese solo a due splendide manche del russo Albert Demtschenko. Il russo non ha mai mezze misure. Tira sempre alla morte e se tutto fila liscio diventa difficile da battere. La sua tattica però lo porta a non essere affidabile in termini di rendimento, come hanno testimoniato i due ribaltamenti di Königssee e Igls. In quest'ottica le quattro discese previste favoriscono proprio il 'Cannibale".
«Il tarlo in testa è tutto per le curve 3-4, un vero tranello, un'insidia per una pista nuova e anche per questo difficile: una sequenza micidiale, un'ansa a sinistra seguita da un tornante più squadrato a destra che rende i 1435 metri della pista di Cesana ad alta tensione - spiega l'appuntato dei Carabinieri di Foiana - E' per questo che a rovesciarsi e rimettersi in piedi, cosi come è successo a me nelle prove di giovedi, sono in tanti».
«Armin è già molto concentrato - racconta il commissario tecnico Marco Andreatta - ma non eccessivamente. Non vuole e soprattutto non deve sprecare le energie prima della gara».
Qualcuno dice che dopo l'ultima giornata di allenamento, Armin vada in ritiro spirituale...«Non è vero, per Armin questa vigilia è come tutte le altre. Abbiamo il vantaggio di stare al villaggio di San Sicario: siamo solo noi e i biathleti. L'ambiente è tranquillo».