«Pagai per Fazio»
MILANO.Soldi ai politici per salvare Antonio Fazio quando ancora era ai vertici della Banca d'Italia. Ad affermarlo, secondo quanto pubblicato ieri da due quotidiani, sarebbe stato Giampiero Fiorani (nella foto), l'ex presidente della Bpi detenuto nel carcere milanese di San Vittore con l'accusa di associazione a delinquere.
Dalla metà di gennaio Fiorani avrebbe cominciato a rispondere ai magistrati che lo interrogano facendo pesanti ammissioni sui presunti rapporti intercorsi tra la Banca Popolare e alcuni personaggi di primo piano della vita politica. In particolare Fiorani avrebbe fatto i nomi del ministro leghista per le riforme Roberto Calderoli, e del suo sottosegretario Aldo Brancher (Forza Italia). «Non abbiamo mai ricevuto, per quanto ne so io, un centesimo da nessuno quindi siamo assolutamente tranquilli», ha commentato le indiscrezioni Roberto Maroni, collega di partito di Calderoli e ministro del welfare.
Stando a quanto Fiorani starebbe raccontando ai magistrati, e riportato ieri dai due giornali, dalla Banca Popolare sarebbero stati attivati una serie di prestiti «allegri» nei confronti di esponenti del centro destra, con l'obiettivo di accattivarsi i favori degli uomini politici in questione. Scopo dell'operazione sarebbe stato quello di avere un aiuto importante nel tentativo di salvare il governatore della Banca d'Italia. «Si tratta di due uomini di governo», avrebbe detto Fiorani ai magistrati secondo i quotidiani. «Uno è un ministro: Roberto Calderoli, Lega nord, ministro per le riforme. L'altro è il suo vice Aldo Brancher, sottosegretario alle riforme». Sempre secondo i giornali, dell'accordo tra Fiorani e i due uomini politici avrebbe fatto parte anche il salvataggio del Credieuronord, la Banca Leghista «rilevata da BP quando era sull'orlo di un crack disastroso». E stando sempre a quanto scritto dai due quotidiani, sia Calderoli che Brancher sarebbero in procinto di essere indagati dalla procura di Roma, notizia però smentita dalla stessa procura. Le rilevazioni che Fiorani avrebbe fatto ai magistrati hanno provocato una serie di smentite da parte della Lega Nord.
Il primo a intervenire, negando tutto, è stato Roberto Maroni: «Non so di che cosa si tratti di preciso», ha detto il ministro del welfare, aggiungendo di sentirsi comunque tranquillo dal momento che «non abbiamo mai ricevuto un centesimo da nessuno». E in serata è intervenuto anche uno dei diretti interessati. «Sono sempre i due soliti giornali che stanno scaldando la stessa minestra e la stessa notizia», ha detto Calderoli. «Dopo aver smentito la notizia la prima volta ed averli querelati - ha proseguito il ministro per le riforme - non resta altro da fare».