Vigevano: cosi è un disastro

VIGEVANO. Che disfatta. Il Vigevano incassa un pesante 0-5 dall'Uso Calcio e guarda con sempre maggior apprensione al futuro. Non c'è stata partita. Troppo forte la compagine bergamasca per il Vigevano dei giovani. Imbattuto da dieci giornate, con sette vittorie e tre pareggi, l'Uso continua la caccia alla lepre Varese. Partita già chiusa alla fine del primo tempo sullo 0-3. Nella ripresa è pura accademia, nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Taormina prima della pausa, contro bilanciata dall'infortunio muscolare del vigevanese Tornelli a cambi già effettuati. L'attesa schiarita societaria è ancora una volta rimandata, chi si aspettava qualche dichiarazione nel dopopartita dal presidente Sozzi, ormai sempre più solo o dalla vecchia proprietà è andato deluso. Voci incontrollate parlano di possibili dimissioni a breve di Sozzi con un nuovo gruppo di imprenditori pronto a subentrargli. Novità sono attese di ora in ora, anche perché se si vuol salvare una stagione bisogna fare presto.
Domenica arriva il Vado, difficile immaginare con quale squadra scenderà in campo il Vigevano. Oscar Magoni non si arrende, resta al suo posto. I ragazzi però sono stanchi di figuracce, qualcuno pare intenzionato a mollare tutto in attesa di certezze sia economiche che tecniche. «Non si può andare avanti cosi - sono le parole di un deluso Tornelli - siamo allo sbando. L'Uso è una signora squadra, ma sfido chiunque a giocare contro undici ragazzi che hanno la testa e la mente altrove». Gli fa eco Bergamaschi che rincara la dose: «Non si vede più nessuno. A parte il mister e qualche dirigente, è terra bruciata. Non si gestisce cosi una squadra di calcio a questi livelli. Se entro sabato non arrivano novità importanti, non so se scenderemo in campo con il Vado». Aria pesante, anche i pochi tifosi che stazionano all'esterno dello stadio assistono impotenti alla lenta agonia del Vigevano calcio. «Bisogna ripartire da zero - è il loro pensiero - se la retrocessione deve essere la soluzione migliore per evitare la fine di un'epoca ben venga. Salviamo però almeno il diritto sportivo, se si deve giocare da qui alla fine del campionato con la juniores, facciamolo». Per trovare una sconfitta casalinga cosi pesante dobbiamo risalire all'11 maggio 2002 quando il Vigevano incassò un pesante 0-6 dalla Bergamasca Zanica nell'ultima giornata del campionato di serie D 2001-02. Ma erano altri tempi, con la squadra a festeggiare la salvezza alla sua prima apparizione in D. Quanto alla partita di ieri Magoni ha provato a fare le barricate con una difesa più accorta, con tre marcatori centrali, ma il bunker resiste nemmeno un quarto d'ora. Al 14' fuga sulla sinistra di Bernardi che approfitta dell'assist di Spampatti per infilare con un diagonale ad incrociare il povero Bellasio. La replica di Ferragina al 17' è solo un fuoco di paglia, al 21' Zambarbieri commete fallo in area sullo scatenato Spampatti. E' rigore che bomber Tarallo, arrivato a quota 25, trasforma alla destra del numero uno ducale. Magoni prova a spostare in avanti il baricentro della squadra: dentro Tornelli, fuori Marcenaro. Al 44' tris per l'Uso. Ancora Bernardi non si fa pregare per battere a rete da due passi con la difesa ducale in bambola. Taormina si fa cacciare su segnalazione del collaboratore dell'arbitro ma nessuno se ne accorge. La ripresa è un monologo dell'Uso che con Oberti al 61' e Spampatti al 71' incrementa il bottino. Il fischio finale arriva quasi come una liberazione per un Vigevano con la testa negli spogliatoi ancora prima di iniziare a giocare.
Giuseppe Masucci