«Venga il ministro o blocchiamo l'Oltrepo»
CASEI. «Abbiamo convocato il ministro Gianni Alemanno e l'amministratore delegato di 'Italia zuccheri": se non risponderanno al nostro appello, siamo pronti ad ogni forma di protesta». Con la statale Voghera-Novara bloccata dai trattori, il salto di qualità può essere soltanto il blocco dell'autostrada. Delle autostrade, anzi: la Milano-Genova e la Torino-Piacenza. E i trattori sono già a lato delle corsie.
La cronaca di una giornata convulsa inizia alle nove di mattina: dopo una notte di presidio davanti ai cancelli dello zuccherificio che 'Italia zuccheri" non ha compreso nell'elenco di quelli da salvare, agricoltori e operai dello stabilimento alzano il tiro. Due enormi mezzi agricoli scaldano i motori ed escono dal parcheggio: tanto basta per bloccare la Voghera-Novara, statale che mette in comunicazione Oltrepo e Lomellina. La Lombardia con il Piemonte. «Se lo zuccherificio di Casei chiude, muore l'economia agricola di due regioni», recitano i cartelli che spiegano i motivi della protesta. Pochi minuti e la polizia devia il traffico: chi arriva dal ponte sul Po di Gerola deve svoltare verso Molino dei Torti, chi arriva da Voghera deve tornare indietro all'altezza della rotatoria allo svincolo autostradale. L'autostrada, appunto: mentre i manifestanti lasciano passare i camionisti rimasti intrappolati nel blocco («E' gente che lavora come noi»), trattori e mezzi agricoli attraversano i campi per prendere posizione a lato dell'autostrada Milano-Genova. La polstrada li intercetta, ma le pattuglie restano ad osservare. E' l'inizio del braccio di ferro: negli uffici dello zuccherificio si riuniscono i delegati sindacali degli operai, i rappresentanti degli agricoltori, il sindaco di Casei. Il blocco della statale resta (e resterà fino alle 18.30), in attesa di avere risposte dal ministro e, soprattutto, da 'Italia zuccheri". Il presidio di operai e agricoltori assedia lo stabilimento dal quale non possono entrare e uscire le merci, i delegati negli uffici stdiano le contromosse alla scelta del'azienda di tagliare fuori l'impianto di Casei (produttivo e in linea con i parametri dettati dalla riforma europea) dall'elenco di quelli che sopravviveranno al taglio imposto da Bruxelles. All'una la prima svolta: dopo la telefonata del sindaco di Casei Giancarlo Foschi, il prefetto Vincenzo Macri convoca (per le 18.30) il sindaco e le delagazioni di operai e agricoltori. Alle 2 il vertice allo zuccherificio finisce: parte per Roma, diretto al ministro Alemanno, il telegramma che lo invita per oggi, entro le 16, ad un incontro chiarificatore a Casei: «L'alta tensione latente lascia intendere, a fronte di eventuali conferme di notizie negative, azioni non controllabili». La firma è dell'amministrazione di Casei, delle associazioni agricole e bieticole, delle rappresentanze sindacali dello stabilimento. Pochi minuti ancora e arriva il comunicato delle associazioni agricole: «Difendiamo il diritto a produrre e difendiamo l'unico stabilimento del nord-ovest: procederemo con le semine di bietole».