Si ritornerà agli scrutatori lottizzati
VIGEVANO. Sembrava un punto tranquillo all'ordine del giorno del consiglio comunale di martedi. Invece, dopo mezzanotte, è scoppiata la polemica in aula, dopo la modifica della composizione della commissione elettorale. La nuova legge lascia facoltà alla commissione di scegliere come vuole gli scrutatori per le varie tornate elettorali. L'opposizione ha chiesto che, come accadeva negli ultimi anni, gli scrutatori siano scelti tramite sorteggio dall'albo depositato in Comune. Secondo l'assessore ai servizi demografici, Matteo Loria (Forza Italia), che presiede la commissione, è invece meglio che gli scrutatori siano indicati dai partiti.
Loria ha motivato la sua posizione sostenendo che «negli ultimi cinque anni in alcune sezioni elettorali si sono verificate difficoltà con gli scrutatori». Secondo Loria «l'appartenzenza a un partito permette, invece, di avere conoscenza delle modalità elettorali. Comunque, lascerei decidere alla commissione». L'albo è di 1500 scrutatori, da cui finora ne venivano estratti a sorte 250 (più i supplenti). «Ora - ha ribattuto l'ex-sindaco ulivista, Valerio Bonecchi - si riconsegna ai partiti il diritto di scegliere gli scrutatori. Io non credo che un manipolo di scrutatori possa determinare l'esito di una consultazione elettorale, ma il meccanismo è un altro. In una situazione di difficoltà economica grave potendo gestire un gettone di presenza di 100 euro, si consegna a chi designa gli scrutatori il potere di dire: 'Ti stiamo dando un lavoro da 100 euro per due giorni e mi aspetto riconoscenza quando prendi in mano la scheda". Questa cosa mi indigna. Ritorniamo al vecchio voto di scambio». Roberto Guarchi (Prc) ha presentato un emendamento chiedendo, come atto di indirizzo, che la commissione elettorale scelga gli scrutatori tramite sorteggio elettronico. Ma l'emendamento è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra. Lucia Rossi (Uniti nell'Ulivo) ha annunciato la presentazione di una mozione sulla scelta degli scrutatori per sorteggio. E poi ha diffuso un comunicato per dire che «la maggioranza non ha perso l'occasione di fare un passo indietro, nella storia dei rapporti tra partiti e società civile. Passo indietro 'locale" che va ad avallare un più grave passo indietro 'nazionale": è la nuova legge elettorale, infatti, che ha riportato l'orologio della democrazia a tempi che si pensavano definitivamente sepolti». Secondo Lucia Rossi la designazione degli scrutatori, oggi costituisce «un tentativo di rimettere una forte ipoteca partitica (di solito si dice 'una questione di potere") sull'unico vero esercizio di democrazia che in ogni Paese civile è costituito dalle consultazioni elettorali». E poi spiega che la minoranza ha proposto il sorteggio degli scrutatori perché cosi «il lavoro è semplificato e non può dar adito ad accuse di favoritismi, clientele, brogli» e perché «si fa vero esercizio di democrazia e di rispetto dei diritti personali, in quanto tutti gli iscritti all'albo hanno pari opportunità di essere nominati. La maggioranza, invece, ha scelto la strada della designazione da parte dei partiti: ne prendiamo atto. Ma rimane un dubbio: chi lo spiegherà ai circa 600 aspiranti esclusi che la 'colpa" non è del computer che non ha estratto il loro nome, ma la loro? Bastava si rivolgessero alla persona giusta (o avere la tessera giusta) e la nomina sarebbe stata garantita. Che tristezza! E il tutto per un pugno di voti in più». (d.a.)