Kabul, assalto all'ambasciata italiana

ROMA. Un'altra giornata di tensioni, morti e proteste per la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto. E questa volta nel mirino ci sono anche le sedi di rappresentanza italiane. In Afghanistan due comandi militari e l'ambasciata italiana sono stati ieri assaltati a Kabul e Herat mentre a Maymana quattro dimostranti sono rimasti uccisi durante un attacco con granate e fucili al comando novergese.
Intanto in Iran i dimostranti hanno preso di mira le ambasciate danese e norvegese. A Kabul l'attacco al nostro Paese ha riguardato l'ambasciata e il comando della forza internazionale della Nato (Isaf) oggetto di una sassaiola. Sarebbero stati esplosi anche colpi d'arma da fuoco e «una della garitte del nostro comando è stata colpita - ha detto il portavoce del comando Isaf, Riccardo Cristoni - ma nessun militare è rimasto ferito e i nostri militari non hanno risposto al fuoco». Fitta sassaiola anche contro la base italiana ad Herat. Almeno duecento persone si sono radunate davanti al comando italiano dell'Isaf e hanno lanciato pietre contro le strutture della base. Quattro dimostranti sono poi rimasti uccisi a Maymana, capoluogo della provincia nord-occidentale afghana, dove la folla ha inscenato furibonde proteste contro le truppe norvegesi di stanza nel Paese. Trecento manifestanti hanno lanciato alcune bombe a mano contro la sede della squadra provinciale di ricostruzione, delle quale sono responsabili le truppe di Oslo inquadrate nell'Isaf. Sarebbero anche riusciti a fare irruzione all'interno, dandosi al saccheggio e appiccando il fuoco.
Italia, Norvegia e Danimarca sono state ieri nel mirino delle proteste anche in Iran. Nonostante l'appello alla calma delle autorità, a Teheran è stata di nuovo attaccata l'ambasciata danese con lanci di bottiglie incendiarie e pietre. In serata un centinaio di dimostranti ha innescato una sassaiola anche contro l'ambasciata di Norvegia. L'agenzia conservatrice iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran), ha poi definito l'Italia «il Paese maggiore sostenitore dei Sionisti» e ha invitato i musulmani a boicottare anche la Fiat perchè alcune vignette sono state pubblicate anche su La Stampa. Intanto il più diffuso quotidiano iraniano ha messo in palio un premio per chi invierà le migliori vignette sull'Olocausto.
Manifestazioni anche al Cairo davanti all'ambasciata di Danimarca e all'interno delle università. Ad Amman in Giordania circa un migliaio di musulmani ha poi bruciato bandiere danesi, israeliane e americane. Alcune centinaia di palestinesi si sono poi raccolti nella piazza della Mangiatoia, antistante la Basilica della Natività, a Betlemme e hanno dato fuoco a una bandiera danese e urlato slogan contro la Danimarca, Israele e gli Stati Uniti. In Azerbaigian un centinaio di musulmani ha manifestato davanti al ministero degli esteri a Baku, la capitale, chiedendo le scuse di tutti i paesi in cui sono state pubblicate le caricature. E a migliaia hanno manifestato anche a Niamey, capitale del Niger. Nei supermercati degli Emirati Arabi Uniti sono scomparsi i prodotti danesi. Una manifestazione dei musulmani è stata poi promossa per sabato prossimo a Parigi. (m.v.)