Prodi: fisco equo e subito giù il costo del lavoro


ROMA. «Io contro Berlusconi, Fini e Casini». Romano Prodi un po' scherza e un po' no, quando a «Porta a porta» detta le sue condizioni per un confronto con il Cavaliere. «Visto che la Casa delle libertà si presenta con un tridente, mentre io sono stato indicato premier con le primarie, se c'è un dibattito voglio insieme Berlusconi, Fini e Casini: si mettessero d'accordo».
A sorpresa, il Professore tira poi fuori una dichiarazione di Berlusconi del 1994. «Ho chiesto solo - diceva il quell'occasione il Cavaliere - che nei confronti con gli avversari, invece di conduttori faziosi, o piazze, o studi di parte, ci fosse un vigile sopra le parti e un orologio, e che ciascuno dei contendenti potesse esprimere il proprio pensiero compiutamente». Sottoscrivo in pieno, commenta ora Prodi, «con queste regole il confronto si può fare».
Al momento, sottolinea invece, di regole non c'è nessuna: «Si vorrebbe far fare un dibattito e poi Berlusconi tirerebbe le conclusioni». Insomma il faccia a faccia si farà solo con regole precise e, sembra di capire, meglio se a confrontarsi saranno le due coalizioni piuttosto che i soli candidati premier. «Io - aggiunge - sono pronto a fare il confronto con le regole».
D'altra parte un assaggio dei rischi della Tv il Professore lo ha avuto ieri sera. Per accoglierlo «Porta a porta» si è infatti trasformata come d'incanto in quello che non è mai stata. Tre giornalisti insolitamente aggressivi lo hanno incalzato su tutti i possibili punti deboli.
Per una sera si è parlato moltissimo di programma, fin nel dettaglio. Le domande hanno infatti spaziato dalla privatizzazione dell'acqua al destino del termovalorizzatore di Acerra, dai Pacs al nucleare. Prodi ha innanzitutto voluto mettere in chiaro due cose: dopo mesi di lavoro, ha detto, abbiamo un programma di governo completo, che sarà sottoscritto e presentato sabato da tutti i leader dell'Unione. La Casa delle libertà, al contrario non ha neanche cominciato a discutere. «Mentre leggo sui giornali che la Lega vuole l'indipendenza della Padania». E noi abbiamo fatto le primarie. Al contrario di Berlusconi, che pure «ha detto più volte che anche il centrodestra le avrebbe fatte».
Ieri mattina, intervenendo all'assemblea dei parlamentari dell'Unione, Prodi ha però accusato la Cdl: «In questi anni ha agito come se non esistesse la Costituzione». Si avvicina però il momento in cui «gli italiani potranno dire basta». E ieri sera ha negato qualsiasi «recupero» da parte di Berlusconi: «Sei punti di distanza erano a dicembre, 6 sono oggi». Assicura che Bertinotti rispetterà il programma, e aggiunge che il leader di Rifondazione nel 1998, quando fece cadere il suo governo, «ha fatto l'errore storico della sua vita. Credo che si sia pentito».
Fra i nuovi impegni concreti del centrosinistra, assicura che «subito» si punterà a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro. Cioè il mix di tasse e contributi che creano la differenza fra quanto pagano le imprese e quello che effettivamente entra nelle tasche dei lavoratori. Una riduzione, dice, che in un anno potrebbe essere anche di «cinque punti». Annuncia poi un contributo per i giovani dalla nascita e fino ai 18 anni. «Invece di dare il bonus da mille euro quando nasce, lo si accompagna per tutta l'adolescenza, anche negli studi, in modo che il peso fiscale venga molto diminuito».

Andrea Palombi