Scalfaro giovedi al Borromeo

PAVIA.Il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro tornerà giovedi a Pavia nella veste di presidente del comitato 'Salviamo la Costituzione", nato per raccogliere le firme contro la riforma costituzionale del governo Berlusconi. Il titolo della conferenza, che si svolgerà al collegio Borromeo alle 17,30 ed è organizzata dal circolo pavese di Libertà e Giustizia, è 'La mia Costituzione", tratto dal suo ultimo libro. Con Scalfaro interverranno il giornalista Guido Dell'Acqua e Vittorio Grevi della facoltà di Giurisprudenza.
Il presidente emerito viene a Pavia nell'ambito del suo tour per l'Italia per spiegare come mai la Costituzione nata dalla Resistenza debba essere difesa e vada respinta la legge che l'ha riformata. «Ho accettato come un grande onore - ha detto Scalfaro - la presidenza del coordinamento di tutte le forze politiche, sociali, di tutti i movimenti, di tutti i cittadini che si ribellano all'attuale capovolgimento della nostra Carta costituzionale. Dopo aver difeso, come mio dovere, la Costituzione durante il mio settennato, ho subito ripreso a girare l'Italia per rispondere ai tanti inviti, specie di giovani, per questa difesa che sento di dover compiere come impegno sacro, anche per rispetto delle gloriose lotte e delle immani sofferenze che sono fondamento e vita di questa Carta preziosa».
«Ho accolto volentieri il vostro unanime invito - ha continuato Scalfaro - ben conoscendo le difficoltà che abbiamo dinnanzi; ma la fede nella libertà e l'entusiasmo nel difenderla nei valori fondamentali della nostra Costituzione non vengono meno. Con l'aiuto di Dio, metto ogni impegno per continuare questa pacifica ma intransigente battaglia per la nostra Italia, per il nostro popolo».
Un'altra iniziativa di Libertà e Giustizia a Pavia è organizzare, insieme all'assessorato comunale alla cultura, l'incontro di lunedi alle 21 nella sala di Santa Maria Gualtieri sul tema 'Esiste un'anima laica?", con il filosofo Giulio Giorello e Pierangelo Squeri, nel quadro del ciclo 'Conversazioni sulle realtà contemporanee".
Frattanto, i costituzionalisti italiani rilanciano, con Libertà e Giustizia, l'appello contro «l'assordante silenzio dei grandi mezzi di comunicazione sulla richiesta popolare del referendum contro la riforma della Costituzione voluta dal governo Berlusconi e dalla sua maggioranza. Sono già trascorsi settanta dei novanta giorni previsti per la richiesta popolare del referendum». «Questo silenzio - continua l'appello dei costituzionalisti - impedisce ai cittadini di sapere che la raccolta di firma è in corso e di conoscere dove firmare. Impedisce dunque l'esercizio di un diritto costituzionale. E ciò nonostante che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e la Commissione parlamentare di indirizzo e vigilanza sulla Rai-Tv abbiano più volte richiamato al rispetto del diritto dei cittadini ad essere informati su un fatto essenziale per la democrazia del Paese e del conseguente obbligo delle radiotelevisioni pubbliche e private di dedicare alla raccolta delle firme adeguati spazi informativi. Bisogna porre rimedio a questa inammissibile violazione delle regole».