Computer con un euro al giorno

PAVIA.Un c@ppuccino per un Pc: cioè un euro al giorno, il prezzo di un cappuccino, per consentire agli studenti universitari di acquistare un personal computer. Anche l'Università di Pavia partecipa all'iniziativa promossa dal ministro per l'innovazione e le tecnologie per agevolare l'acquisto di un 'portatile" con connessione wireless. Obiettivo del progetto - che fa seguito alle iniziative 'Pc ai giovani", 'Pc alle famiglie" e 'Pc ai dipendenti pubblici"- è quello di diffondere il più possibile, anche tra gli studenti universitari e nelle Università, la tecnologia digitale. Gli studenti regolarmente iscritti all'Università che desiderano acquistare un pc portatile, potranno usufruire di due diverse agevolazioni: un prestito garantito dalla Stato (erogato da soggetti finanziatori convenzionati) per un importo massimo di 1200, da restituire tra i 12 ed i 36 mesi ad un al giorno, il prezzo di un cappuccino; un contributo governativo (bonus) di 200 previsto per gli studenti esonerati dalle tasse e dai contributi universitari. Per finanziare l'operazione il MIT ha istituito un fondo di garanzia di 10,5 milioni di e stanziato altri 10 milioni di per il contributo governativo (bonus). Gli studenti dell'Università di Pavia che intendono usufruire delle agevolazioni devono rivolgersi agli sportelli della segreteria studenti (via S. Agostino e Polo Cravino) e richiedere il codice identificativo personale PIN, ricordando che ha validità di 30 giorni dalla data di rilascio. Quindi recarsi (muniti di PIN) presso uno dei rivenditori che hanno aderito all'iniziativa e scegliere il pc portatile; richiedere il finanziamento presso uno dei soggetti finanziatori che hanno aderito all'iniziativa e ritirare il pc scelto, pagando la differenza. La partecipazione dell'Università di Pavia all'iniziativa 'Un c@ppuccino per un pc" riguarda anche i progetti wireless. L'Atene richiederà un cofinanziamento da parte dello Stato per la realizzazione di progetti di reti di connettività senza fili (wireless) sia negli edifici storici che nelle nuove sedi universitarie, per permettere agli studenti di accedere gratis a servizi.