«Ci s'indigna, ma anche in Italia...»


MILANO.Pungente e trasparente, come le idee che prendono forma nei suoi disegni. L'ironia segna le sue vignette che vivono di satira pura. Vauro Senesi, pistoiese doc, che lascia il quotidiano 'Il Manifesto" per lanciarsi nell'avventura con Emergency, sorride divertito per l'offensiva diplomatica della Danimarca, al centro della crisi scoppiata con il mondo arabo e musulmano per la pubblicazione di illustrazioni raffiguranti Maometto.
La satira è una forma di libertà. Che ne pensa del caso Danimarca?
«Sono molto colpito che tale levata di scudi in difesa della satira provenga da media e intellettuali italiani. Tv e giornali gridano allo scandalo. Insomma, per dire la verità è proprio una sorpresa che venga da questo nostro paese una tale indignazione».
In che senso?
«Non mi pare che l'Italia abbia garantito la libertà di espressione a tutti. Sono stati 'fatti fuori", senza tanti complimenti, coloro che di satira vivono. Parlo di comici ed artisti del calibro di Sabina Guzzanti, Dario Fo, Beppe Grillo, Luttazzi. Censurati e cestinati. E guarda caso, ora che si parla di Maometto disegnato in modo satirico, tutti s'indignano. Protestano e si alzano in piedi in difesa della Danimarca!».
Sbagliato?
«No, no. Non è sbagliato. Spero che il vento di apertura alla satira che proviene dal Nord Europa scenda anche qui in Italia. Ce n'è bisogno».
Ma lei le vignette del quotidiano danese le ha viste?
«Si, ho visto le illustrazioni 'incriminate" e le ho apprezzate. Ce n'è una che raffigura Maometto con la bomba sulla testa. Guardandola non mi sono offeso ma un musulmano forse la pensa diversamente. Credo che dobbiamo smetterla di considerare l'Islam come nemico. Perchè fino a quando si userà la parola nemico ci saranno sempre guerre».
La censura va di pari passo alla negazione di libertà, anche quella satirica che si esprime sulle diverse religioni.
«Certo. E spesso la banalità fa danni. Da troppo tempo si continua con la solita tiritera dell'Islam come grande nemico. Ma questa non è certo la via che porta verso la pace. Vi pare?».

Roberta Rizzo