Franca Graziano recita in beauty farm

PAVIA. Debutta oggi e sarà in replica il 2,3 e 4 febbraio alle ore 21,30 la nuova produzione di Motoperpetuo, un monologo di e con Franca Graziano, dal titolo «Il tuo volto domani». Si tratta della storia di una donna di mezza età, tradita e abbandonata dal compagno, cui viene consigliato di trascorrere qualche giorno in una beauty farm per «rinascere», seguendo un programma di cure dolci, compreso il bagno termale in una vera piscina, che sarà in scena.
Abbiamo lasciato Franca Graziano nei panni della madre figlicida del monologo «Armati mio cuore», e la ritroviamo a dar vita a una donna tradita e abbandonata in questo nuovo allestimento. Esiste un legame tra i due lavori?
«Anche in questo caso, come in 'Armati mio cuore", mi premeva mettere a fuoco il fatto che molti drammi emotivi nella nostra società vengono sviliti, vissuti in solitudine e nell'indifferenza generale, salvo esplodere talvolta in violenza e morte, salendo cosi alla ribalta della cronaca nera: la casistica odierna degli omicidi dovuti all'abbandono è impressionante, ma se ne parla pochissimo. In realtà, l'esperienza dell'abbandono è devastante, al punto che non a caso le grandi tragedie del teatro classico ne hanno fatto il loro fulcro drammatico. Altra analogia con il monologo precedente consiste nel metodo utilizzato nel dare forma e poesia teatrale ai miei lavori, cioè quello del montaggio drammaturgico di testi e linguaggi differenti».
Quali sono i testi che concorrono a formare la scrittura scenica de «Il tuo volto domani»?
«Parlando di abbandono, non poteva mancare 'La voce umana" di J. Cocteau, un testo sacro per i teatranti, che io ho rivisitato e coniugato con alcuni passaggi di Javier Marias, scrittore spagnolo contemporaneo, con la maledizione di Didone abbandonata dell'Eneide, intrecciando parole letterarie con stralci di riviste femminili e programmi dei centri di benessere: nella stesura, mi hanno accompagnato le riflessioni di un bellissimo saggio sul tradimento del filosofo James Hillman».
Dunque una storia forte...
«Non proprio, ho utilizzato un registro tragicomico, primo perché esiste anche una consolidata tradizione comica su questi temi, poi perché oggi, in particolare, il dilagare di improbabili ricette salvifiche che bombardano individui in crisi esistenziale da riviste e siti internet fa veramente molto molto ridere...Idromassaggio, maschere antirughe e personal trainer vengono venduti come cura dell'anima ferita!!»
Oltre a giocare di ironia, c'è anche un cenno polemico nei confronti dei centri benessere e delle varie terapie antidepressive?
«Tutt'altro! I centri benessere sono luoghi meravigliosi: se ne avessi la possibilità, io ci passerei giornate intere...Da questo però a farne il rimedio contro il male di vivere, se permette, ce ne corre!»
Ma alla fine, la protagonista riesce a rinascere?
«Beh, questo non posso svelarlo: sicuramente lei si trova bene nella beauty farm, fa e dice molte cose, fino al finale a sorpresa...E visto che io amo molto il teatro 'fuori" dal teatro, mi piacerebbe poter presentare questo lavoro in una vera beauty farm!»