Nano-tecnologie, si chiude il master al Borromeo

PAVIA. Si chiude oggi al collegio Borromeo l'ottavo master in materiali per micro e nano-tecnologie, proposto dalla Scuola in Scienza dei materiali dell'Istituto Universitario di studi superiori. Intervengono Adriano de Maio, delegato per l'alta formazione della giunta regionale, e il responsabile delal Scuola Giorgio Spinolo, che consegneranno i diplomi. «E' un anno particolare - dice Spinolo - anche per la Scuola di Scienza dei Materiali, dato che la prima volta alla direzione non c'è Angiolino Stella, passato a più alti compiti. Presentare il master significa, inevitabilmente, ricordare e riconoscere le linee guida».
«Ricordo - continua Spinolo - che il compito assegnato nell'ambito dello Iuss alle Scuole Europee (Esas) era la formazione d'eccellenza post laurea (cioè dopo le lauree quadri-quinquennali e dopo il «3+2») orientata allo sbocco nel mondo del lavoro. In buona sostanza, si trattava di quel che poi è venuto a configurarsi nel sistema accademico italiano come un master di secondo livello, unito alle caratteristiche di eccellenza proprie del sistema Iuss».
Con questo compito istituzionale, continua Spinolo - mirare all'eccellenza nel campo della scienza dei materiali significa: (a) rivolgersi a studenti eccellenti; (b) avere come interlocutori i settori di mercato e le aziende che si occupano dei materiali e dei dispositivi a più elevato contenuto di innovazione; (c) saper cogliere i mutamenti in un settore a rapidissima variabilità e aver congegnato gli strumenti per adeguarvisi; (d) favorire al massimo il carattere interdisciplinare e il carattere internazionale della docenza e delle relazioni con le aziende.
Per quanto riguarda l'interdisciplinarietà, fin dall'inizio hanno concorso all'Esas tre «anime», un'anima fisica (incentrata sul Dip. fisica A. Volta), un'anima ingegneristica (incentrata sul Dip. Elettronica), un'anima chimica (incentrata sul Dip. Chimica fisica M. Rolla). «Questa variegata partecipazione - dice ancora Spinolo - non si è appiattita su una tripartizione dei compiti, ma si è tradotta in una proficua integrazione, che poi, alla lunga è diventata essenziale per il successo della Scuola, perchè proprio a questa integrazione si deve sia la capacità dell'Esas di adattarsi all'evolversi delle priorità delle aziende e del mercato del lavoro, sia l'efficacia formativa nel fornire agli studenti il «di più» rispetto alla mera somma delle parti. La collaborazione con le aziende è stata congegnata ad un duplice livello. A livello istituzionale, qualificati dirigenti aziendali contribuiscono nel Consiglio della Scuola a definire anno per anno gli argomenti e le tematiche più promettenti. Negli anni, la Scuola si è dunque orientata dapprima sul settore dei materiali per microelettronica, per fotonica e per il management dell'energia». (s. c.)