Strage di Bogogno, ergastolo per Sacco


NOVARA. Ergastolo per Angelo Sacco, l'uomo che il 27 giugno scorso uccise tre persone a Bogogno. Tra questi anche il carabiniere 'pavese" Giampietro Cossu di 40 anni che prestava servizio a Gattico, sempre nel novarese. Avevano perso la vita anche il geometra Claudio Morsuillo, aveva 39 anni, ed il motociclista Giovanni Paracchini. Lo ha deciso il Gup di Novara, Gianfranco Pezone. Il processo si è svolto con rito abbreviato e l'unico sconto ottenuto è stata la mancata applicazione dell'isolamento diurno.
Una decisione scontata quella del giudice novarese. L'udienza di ieri mattina ha avuto un inizio imprevisto: Angelo Sacco, il killer, non si è presentato in aula. Una decisione tutto sommato comprensbile per diversi motivi. Il contatto con i parenti delle vittime e con i feriti, ad esempio, avrebbe potuto provocare problemi di ordine pubblico. Il killer ha preferito restare nella sua cella del carcere di Novara in attesa di notizie. Ma dalle poche notizie filtrate sembra fosse già rassegnato. Al suo posto c'erano i difensori: l'avvocato Elisabetta Lombi di Novara ed la collega Teresa Certa di Vercelli. Il legale di parte civile della famiglia Cossu era, invece, Fabiola Micoli di Pavia.
L'udienza, che si è svolta a porte chiuse essendo davanti al Gup (giudice delle udienze preliminari) è iniziata con alcuni eccezioni presentate sia dalle parti civili che dai difensori: tutte sono state respinte dal giudice. Il pubblico ministero Ciro Caramore ha fato leva sulla gravità dei delitti commessi da Angelo Sacco il 27 giugno scorso a Bogogno. L'uomo era infatti accusato di tre omicidi, sette tentati omicidi e due episodi di lesioni personali. La richiesta del magistrato, titolare dell'inchiesta, era scontata: ergastolo. Una richista alla quale si sono associate con motivazioni quasi identiche gli avvocati delle vittime.
I difensori hanno invece cercato di far sottoporre Angelo Sacco ad una perizia psichiatrica ma è arrivato l'ennesimo rifiuto del giudice Pezone.
L'udienza è stata anche caratterizzata da momenti drammatici come lo sfogo della madre del geometra Morsuillo (la prima vittima a cadere sotto i colpi di Angelo Sacco) che durante l'udienza non è riuscita a mantenere la calma. Il giudice Pezone l'ha quindi invitata ad uscire dall'aula.
La sentenza è arrivata nel primo pomeriggio dopo una brevissima camera di consiglio. Soddisfatti i parenti delle vittime e gli avvocati di parte civili. Rassegnati i difensori.
La tragedia si era veirficata il 27 giugno scorso, una giornata caratterizzata dal gran caldo. Il geometra Morsuillo si era presentato a casa di Angelo Sacco per effettuare una perizia all'edificio. L'uomo sembra avesse contratto debiti molto ingenti e la casa doveva essere ceduta ai creditori. La reazione del padrone di casa era stata devastante: aveva sparato al geometra e lo aveva ucciso. Poi era stato il momento del carabiniere Giampietro Cossu che, coraggiosamente, era intervenuto. Il corpo era rimasto sulla strada e Sacco aveva minacciato di uccidere anche i soccorritori del 118. Era stato colpito ed ucciso anche il motociclista Giovanni Paracchini stava passando prr caso da Bogogno. Angelo Sacco aveva sparato all'impazzata centinaia di altri colpi. Era stato catturato in nottato con un blitz dei carabinieri.

dal nostro inviato Adriano Agatti