Zuccherificio, la Lombardia fa la voce grossa

CASEI. Il Molise e la Puglia non mollano, la Lombardia nemmeno. E la questione zucchero rischia di creare una sorta di 'scontro istituzionale" tra Regioni. Tra nord e sud. Ieri pomeriggio, a Roma, il ministro dell'agricoltura Gianni Alemanno ha incontrato gli assessori delle Regioni coinvolte nella filiera bieticola: il ministro l'ha definita una riunione interlocutaria e ha rimandato tutto al tavolo di filiera riconvocato per il 6 febbraio. L'assessore Lombardo Viviana Beccalossi, però, 'punge" la gestione della vicenda da parte delle regioni del sud: «La Lombardia difende un impianto strategico per l'economia del territorio - spiega - E le altre Regioni che metro usano?». Quella che si apre, in ogni caso, è una settimana cruciale in cui si giocherà la partita tra gli zuccherifici di Casei e di Termoli. Una settimana nella quale arriverà anche l'ultimo verdetto di 'Italia zuccheri".
Il consiglio di amministrazione di Italia zuccheri, la società proprietaria dello zuccherificio di Casei, si riunirà giovedi pomeriggio: sarà il giorno della verità con la decisione dell'azienda sul futuro dell'impianto. Finbieticola, presente al 50 per cento in Italia zuccheri, ha già garantito la produzione necessaria a mantenere competitivo l'impianto di Casei ed ha fatto chiaramente capire di essere disposta a mettere tutto il suo perso nel mantenimento in attività dell'impianto. Coprobi, l'altra componente al 50 per cento di Italia zuccheri, sta facendo i suoi calcoli. Calcoli che sono in corso anche a Roma, dove ieri pomeriggio il ministro Alemanno ha incontrato gli assessori delle Regioni interessate. Riunione che, di fatto, ha visto una contrapposizione netta tra Puglia e Molise impegnate a difendere lo zuccherificio di Termoli (impianto a partecipazione pubblica, nel senso che le Regioni lo sovvenzionano), e Lombardia, impegnata a difendere l'impianto (privato) di Casei. «La Lombardia, insieme al Piemonte e più in generale alle altre regioni del nord, non ha alcuna intenzione di trasformare la questione comunitaria sullo zucchero in una battaglia fratricida tutta italiana - commenta l'assessore lombardo Viviana Beccalossi -. Mi auguro che lo stesso principio, da oggi in avanti, possa valere anche per i rappresentanti delle regioni del sud. Fin dall'inizio ci siamo seduti al tavolo con spirito propositivo e collaborativo. Non possiamo pertanto accettare che dal sud si tenti di agire a colpi di emendamenti che mirano solo ed esclusivamente alla tutela e alla salvaguardia del proprio territorio e della propria proprietà». Di fatto un attacco alla gestione della vicenda da parte di Puglia e Molise. «La Regione Lombardia - aggiunge Viviana Beccalossi - ragiona su elementi concreti e parte dal presupposto che l'individuazione degli stabilimenti oggetto di dismissione deve rispondere a logiche imprenditoriali in termini di costi, qualità del prodotto, innovazione e potenzialità di sviluppo futuro». Dall'opposizione, invece, il consigliere regionale diessino Carlo Porcari attacca: «La riunione di oggi sembra prolungare una fase negativa di stallo. Ed è ancora più urgente che l'assessore Beccalossi convochi un tavolo di confronto tra azienda, sindacati e associazioni agricole». (s. ro.)