Strage di Bogogno: martedi il processo

PAVIA.Angelo Sacco comparirà davanti al giudice martedi mattina alle 9.30. Il responsabile della strage di Bogogno, nel novarese, sarà giudicato con rito abbreviato. Sotto i colpi del suo fucile da caccia lo scorso mese di giugno erano cadute tre persone e nove erano rimaste ferite. Tra loro c'era anche Giampietro Cossu, l'eroico appuntato dei carabinieri 'pavese". I genitori ed il fratello Massimo, infatti, abitano da cinquant'anni nella nostra città. Oltre al militare, che aveva 40 anni, erano stati uccisi anche il perito Claudio Morsuillo ed il motociclista Giovanni Paranchini di Borgomanero. Tra i nove feriti c'erano anche altri carabinieri della stazione di Gattico che erano intervenuti per bloccare quell'uomo armato che sparava su tutto ciò che si muoveva. Angelo Sacco si era poi barricato in casa ed era stato catturato grazie ad una spettacolare azione di un reparto dei Gis, il gruppo di intervento speciale dei carabinieri.
Il killer di Bogogno sarà quindi giudicato con rito abbreviato dal giudice delle indagini preliminari nel corso di un'udienza che si annuncia molto tesa. Saranno presenti circa trenta parti civili che daranno una dura battaglia alla difesa. Anche i familiari di Giampietro Cossu si sono costituiti parte civile. Un gesto doveroso.
«Vedremo cosa succederà - spiega l'avvocato Elisabetta Lombi, difensore di Sacco - chiederemo subito al giudice di disporre una perizia psichiatrica sul nostro assistito. Abbiamo già inoltrato tre volte la richiesta ma è stata rigettata. Per un processo equo mi sembra sia indispensabile, solo l'esito della perizia potrà far luce sulla tragica vicenda. Non voglio sicuramente sottrarre il mio assistito alle sue gravissime colpe ma vorrei anche qualche spiegazione psicologica. Angelo Sacco è sempre stato una persona 'normale" e vorrei che qualcuno spiegasse i motivi per cui da un momento all'altro si è messo a sparare come un pazzo contro la gente e contro i carabinieri».
L'obiettivo della difesa di Angelo Sacco è di evitare una pesantissima condanna. Ma non sarà facile. Il triplice omicidio è infatti maturato in condizioni particolari e, tra l'altro, il numero delle vittime poteva essere maggiore. Il tecnico di Bogogno è quindi responsabile di reati gravissimi.
La tragedia di Bogogno era avvenuta verso la fine dello scorso mese di giugno ed era stata provocata dalle precarie condizioni economiche di Angelo Sacco. Sembra che l'uomo avesse contratto debiti ingenti ed i creditori si erano rivolti al tribunale di Novara che aveva chiesto il pignoramento della casa. Il geometra Morsuillo era stato inviato dal giudice a stimare l'immobile. Ma la sua visita a Bogogno è stato un appuntamento con un tragico destino. Giampietro Cossu era stato raggiunto da un colpo di fucile mentre stava cercando di portare fuori pericolo una persona ferita. (a. a.).