Stop alle lezioni di educazione sessuale
VIGEVANO. La sessualità a scuola è ancora un tabù, anche se non per tutti. Alla media Robecchi alcune famiglie hanno chiesto e ottenuto di sospendere un corso di educazione sessuale per 2 delle 6 classi terze. Troppo forti i temi trattati, durante le lezioni, senza la presenza di un docente della scuola in aula. Cosi, dopo le prime 3 classi, non si è più tenuta la 2ª parte del corso per le altre classi.
In due di queste infatti i rappresentanti dei genitori hanno chiesto al preside Lucio Sollima di sospendere le lezioni di educazione sessuale per timore di possibili conseguenze psicologiche sui ragazzi.
«Abbiamo un'ampia esperienza nel milanese per corsi come questo - spiega Pierisa Rossini responsabile del consultorio 'Il sole" di Gambolò, che ha organizzato gratuitamente le lezioni per la scuola - non riusciamo a spiegarci le ragioni di questo veto: come ulteriore precauzione avevamo fatto anche una riunione con i genitori. Sono venuti in pochi, ma questi sono usciti soddisfatti delle nostre spiegazioni. Poi il preside ci ha detto che non si dovevano tenere le lezioni in due classi, quindi abbiamo preferito sospendere anche per l'ultima classe rimanente».
La responsabile del consultorio di Gambolò spiega che i corsi sono ampiamente collaudati, sono effettuati da personale esperto, ed erano stati richiesti dalla scuola.
«Noi proponiamo una quarantina di argomenti diversi, a titolo gratuito e come servizio, ma la scuola ci aveva chiesto un approfondimento in tema di educazione sessuale - aggiunge - da anni teniamo corsi come questo, senza mai avere problemi. Anche perché ci avvaliamo di psicologi e psicoterapeuti che sono perfettamente in grado di affrontare questi temi con gradualità, secondo modalità adatte ai preadolescenti, che cercano di spiegare argomenti come la conoscenza di sé, al differenziazione tra uomo e donna, cercando anche di modificare il linguaggio della sessualità che i ragazzi adottano, indicando le parole giuste. Invece ci siamo trovati di fronte a questo rifiuto, in un mondo dove purtroppo per ignoranza, è all'ordine del giorno lo stupro tra ragazzi di dodici anni».
La vicenda della scuola media Robecchi riporta in primo piano un tema delicato: l'esigenza di preparare i più giovani a una sessualità consapevole e informata trovando linguaggio e modalità appropriate alla sensibilità degli alunni adolescenti.
Simona Marchetti