Riso Scotti: gemellaggio con la Steaua?

PAVIA. L'ora di salire la scaletta di un aereo per volare in una capitale europea per portare in giro il volley targato Riso Scotti è già arrivata: per ora in volo si alza solo il giemme Gigi Poma, in attesa di poterlo fare con la squadra. Direzione Bucarest, già ai primi di febbraio: la missione è quella di verificare i presupposti per una partership con la Steaua Bucarest, club da anni impegnato ai vertici delle competizioni europee. L'occasione è fornita dalle relazioni commerciali che la Scotti ha in Romania: lo stesso Dario Scotti è stato tramite per la creazione dei contatti e la verifica di un progetto che era un pallino del compianto Edoardo Romano Morelli. A Bucarest, Poma verificherà i presupposti per una collaborazione sia a livello di prima squadra che di settore giovanile.
«L'occasione è importante», ammette Gigi Poma. «Nell'ambito di scambi culturali e commerciali vogliamo capire in quale modo è possibile costruire un progetto comune nel quale la nostra società possa offrire la sua collaborazione ad un club prestigioso come la Steaua.
La presenza, ad esempio, dell'università a Pavia può essere elemento di interesse comune: potremmo offrire ospitalità a giovani atlete che volessero venire in Italia a studiare e, contemporaneamente, continuare a giocare a pallavolo. Ma ci sono anche diverse altre opportunità che verificheremo».
Dovesse andare in porto l'operazione, la Riso Scotti sarebbe apripista di una nuova frontiera del volley, analogamente a quanto, già da qualche anno, avviene nel basket con il Sudamerica in generale e l'Argentina in particolare. Il tutto, ovviamente, con le debite differenze e proporzioni: qui, infatti, non si tratterebbe di cercare ragazze con albero genealogico in qualche modo agganciabile ad un avo italico per ottenere il doppio passaporto.
L'operazione in progetto, dal punto di vista della Riso Scotti ha obiettivi ben diversi: «Prima di tutto, entrare in contatto con una realtà ed una dimensione tecnica superiore alla nostra e, quindi, imparare», spiega Poma. «E poi - perché no? - in un'ottica di sviluppo, anche per avere una corsia privilegiata nel reperimento di giocatrici anche giovani, ma già in grado di lasciar intravedere buoni margini di crescita e quindi di possibile impatto anche sul campionato di serie A2».
E poi, anche se Poma non lo dice, indipendentemente dall'esito del contatto e degli eventuali successivi positivi sviluppi, è comunque importante già la possibilità di arrivare per primi, grazie alla Riso Scotti, su di un mercato che, a brevissimo, potrebbe essere oggetto di attenzione da parte di altri club italiani o di altre realtà di vertice in Europa. La Riso Scotti del futuro avrà una o più straniere «made in Romania»?
«Chi può dirlo. Per ora salgo la scaletta dell'aereo, vado a farmi un'idea e già mi pare una cosa grossa. Poi vedremo...».
Fabio Babetto