Iraq, cambio della guardia nel contingente italiano
BAGHDAD. Passaggio di consegne tra la brigata Ariete e la brigata Sassari, tornata a Nassiriya a due anni di distanza dall'attentato in cui persero la vita carabinieri, militari dell'esercito e civili. In Iraq resta un contingente italiano di 2.600 unità. Attesa per la sorte della giornalista americana Jill Carroll. Ieri il comando statunitense ha annunciato la liberazione di 419 detenuti, fra i quali cinque donne.
Era questa la condizione posta dai rapitori della donna, minacciata di morte in un video diffuso venedi della scorsa settimana. Jilla Carrol, 28 anni, da giorni è nelle mani di un gruppo che si è definito «Brigate della Vendetta» e che ha chiesto la liberazione di cinque detenute per fare salva la vita alla donna. Bisognerà aspettare giugno per veder tornare a casa i 1000 militari italiani per i quali è stato annunciato il disimpegno. La notizia è stata data ieri, durante la cerimonia di avvicendamento. Il clima a Campi Mittica non era di festa. A funestarlo la notizia della morte del capitano Giuseppe Perna, e dei caporali Francesco Papadia e Massimiliano Calisti di un incidente stradale in Veneto. I tre erano appena rientrati da Nassiriya. «La Brigata Sassari torna in Iraq a due anni esatti dalla precedente missione - ha detto il generale Natalino Madeddu, da ieri comandante del contingente, davanti ai reparti schierati - e i suoi uomini e le sue donne sono pronti ad affrontare questo nuovo impegno, consapevoli di concorrere alla rinascita di questo Paese e di aiuto alla popolazione locale, nello spirito della missione assegnata per il mantenimento della pace». La presenza militare in Iraq sta diventando un peso per tutti. Le forze Usa in Iraq sono «tirate al massimo», ma le raccomandazioni sull'eventuale ritiro si baseranno solo sulle esigenze operative, ha detto il generale George Casey, comandante delle truppe statunitensi. «L'Esercito - ha aggiunto il generale Casey - ha attraversato negli ultimi anni una strategia di modernizzazione che produrrà più unità pronte al combattimento». Insomma la presenza di 130 mila militari americani in Iraq almeno per ora sembra non perdere consistenza. Confermato, sul versante europeo, l'impegno della Danimarca. Il parlamento di Copenhagen ha approvato la proroga fino a luglio - 5 mesi dopo la scadenza del mandato attuale - del mandato del contingente militare della Danimarca in Iraq. (a.g.)