Pescante difende la fiamma

TORINO.Ieri in Svizzera l'ha impugnata Kofi Annan, segretario generale dell'Onu, nei prossimi giorni passerà di mano in mano da un vip all'altro, in due tappe simboliche, Cortina d'Ampezzo, dove si festeggeranno i 50 anni della prima Olimpiade italiana, e Milano. La fiamma olimpica si prepara alle ultime due settimane di viaggio, prima di approdare a Torino, dove la sera del 10 febbraio verrà acceso il braciere dei XX Giochi Invernali. Il tour della fiamma è vissuto con entusiasmo - centinaia di migliaia di persone l'hanno applaudita lungo le strade, da sud a nord del Paese - ma anche con un po' di apprensione, dopo lo scippo di Trento, dove lunedi due no global l'hanno strappata di mano alla mezzofondista Eleonora Berlanda. Proprio ieri si è tenuto il processo, per direttissima, agli aggressori, Daniele Benedetti, 24 anni, di Rovereto, e lo spagnolo Juan Antonio Fernandez Sonocho, sono stati condannati a quattro e tre mesi, poi tramutati in multe (5.000 e 3.000 euro). Per evitare altri spiacevoli contrattempi le forze dell'ordine hanno rafforzato i servizi, a tutela dei tedofori e della fiaccola, già protetta comunque dai 15 uomini della speciale scorta di polizia. L'eco dello scippo di Trento non si è ancora spenta: «Sono atti che non so più come definire - dice Mario Pescante, supervisore di Torino 2006 - in 2700 anni non era mai successo, sono profondamente amareggiato e costernato. Quello che sta succedendo è molto triste, la fiaccola olimpica viene fermata in odio alla società multinazionale per rivendicazioni sindacali in Colombia o scippata dai dissidenti per non si sa bene che cosa». Con la fiaccola in pugno, al World Economic Forum, Kofi Annan ha esaltato il valore della tregua olimpica: «Sottoscrivo appieno l' indicazione dell'assemblea generale dell'Onu. Il periodo dei Giochi non è troppo lungo affinché la pace diventi definitiva - ha affermato il segretario generale dell'Onu - , ma può essere sufficiente affinché i protagonisti, coloro che distruggono i loro paesi e che si stanno uccidendo, possano posare le armi, guardarsi intorno e vedere l'orrore che stanno facendo. E magari, alcuni di loro, potranno non riprendere le armi e capire che ci sono altri modi per confrontarsi. E' questo lo spirito dei giochi olimpici». Oggi la fiamma Olimpica farà sosta a Cortina: il braciere sarà acceso, nel piazzale dello stadio, dal discesista azzurro Kristian Ghedina, cortinese.