Operatori faunistici, è partito il corso della Regione

MOTTA VISCONTI.E' iniziato martedi scorso il primo corso organizzato dal Parco del Ticino, Wwf e Urca per la formazione di personale volontario da adibire al controllo di specie di animali nocivi. L'iniziativa rappresenta un ulteriore strumento a supporto e miglioramento dei risultati finora ottenuti, con l'applicazione del programma operativo voluto dalla Regione Lombardia per ridimensionare il numero delle popolazioni di cinghiali. A causa del continuo incremento della costante diffusione territoriale della specie, gli interventi con abbattimenti hanno richiesto sempre maggiore impegno di personale che non può essere soddisfatto solamente con i dipendenti. Recenti «immigrazioni» dal Piemonte e dalla provincia di Varese hanno infatti aumentato il numero di cinghiali presenti, diffondendo la specie sull'intero territorio del Parco: il fenomeno in precedenza interessava solamente la provincia di Pavia. Per far fronte a questo preoccupante incremento e all'impellente bisogno di risultati migliori di forze nuove ed altamente qualificate, il Parco del Ticino ha deciso di istituire un corso di istruzione. Da anni la crescita di questa specie causa ingenti danni alle produzioni agricole. A sostegno degli agricoltori colpiti, il Parco del Ticino già recentemente ha approvato un importante regolamento sulla base del quale vengono risarciti i danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni, agli allevamenti zootecnici e alla rete irrigua di appartenenza aziendale. A causare maggiori problemi agli agricoltori sono soprattutto i cinghiali (70%), seguiti da anatre (10%), nutrie (10%) e altri animali (20%) che danneggiano preferibilmente prati, campi di mais e risaie. Nel 2005 sono pervenute al Parco del Ticino 97 denunce per un totale di 75 mila euro di danni stimati rispetto ai 55.847 euro liquidati nel 2004 sulla base del contributo assegnato dalla Regione.
Per ricomporre squilibri ecologici già accertati dal Parco è indispensabile operare criteri di selezione e di contenimento delle specie. Il corso prevede 14 lezioni tenute da professori universitari, biologi e personale altamente specializzato. In due mesi verranno trattati in modo esaustivo e completo argomenti teorici (legislazioni, normative, obiettivi del corso), aspetti tecnici naturalistici (biologie delle specie, riconoscimento delle classi di età) ed esercitazioni pratiche, valutazione, soggetti prelevati, preparazione di gabbie per la cattura, per consentire una conoscenza specialistica e approfondita delle aree di competenza necessarie. Solo dopo il superamento di un esame finale i partecipanti, esenti da condanne penali o violazioni in materia ambientale, potranno diventare operatori faunistici volontari.
Rosa De Giovanni