Influenza: «Ormai il virus è alle porte»
PAVIA. L'influenza è in ritardo ma arriverà. E' attesa, ormai alle porte di questa stagione freddissima. E si confonde con le forme para-influenzali che in questi gioni costringono a letto molti pavesi: malesseri che causano problemi gastro-intestinali, febbre, brividi. Ma la vera sindrome influenzale non è ancora stata 'identificata e registrata" in provincia di Pavia.
«Ancora non è stato individuato a Pavia il virus influenzale - spiega Luigi Camana, responsabile del dipartimento di Prevenzione dell'Asl di Pavia - Ma è stata diramata una nota della Regione che chiede alle strutture ospedaliere del territorio di segnalare le eventuali situazioni critiche. C'è da dire che in provincia non sono stati riscontrati finora casi significanti. La vera epidemia influenzale inizierà tra un po'».
L'andamento nazionale e locale è registrato puntualmente sul sito messo a punto dal ministero della Salute, il servizio InfluNet. On-line sono disponibili e costantemente aggiornati i(settimanalmente) dati relativi alla sorveglianza epidemiologica della sindrome influenzale per la stazione invernale in corso. Dati che provengono da medici-sentinella dislocati sul territorio (medici di famiglia e pediatri di libera scelta). Nell'ultima settimana, dal 18 gennaio a oggi, InfluNet ha raccolto 72 campioni clinici. Un virus influenzale di sottotipo A/H3N2 è stato isolato a Parma in un paziente di 81 anni, non vaccinato. E altri casi di virus sinciziale respiratorio sarebbero stati diagnosticati in 15 bambini. In Lombardia i casi di influenza segnalati dagli 88 medici sentinella sono stati - tra il 9 e il 15 gennaio - 164 su un totale di 123.835 assistiti.
La vaccinazione, si augurano all'Asl, dovrebbe tamponare le emergenze. Anche perché quest'anno la campagna vaccinale ha riscosso grande successo, complice lo spauracchio per la pandemia aviaria. «E' necessario ribadire che il vaccino contro l'influenza non difende dall'aviaria - sottolinea Camana -. Tuttavia la popolazione che ne ha fato ricorso consente di predisporre un modello organizzativo efficiente in caso di reale pandemia». Le case farmaceutiche che oggi preparano i tre ceppi presenti nel vaccino dovrebbero, in caso l'aviaria dsi diffondesse, prepararne uno solo, triplicando la produzione. Nella stazione pre-influenzale si sono vaccinate in provincia 104.893 persone. Circa il 20 per cento della popolazione. Che non è una cifra altissima ma giudicata comunque buona dagli operatori buona. L'obiettivo è il 30 per cento di copertura, toccando soprattutto gli anziani e le persone a rischio. Nel caso della terza età, comunque, la copertura è molto più alta (tra il 75 e l'80 per cento).
Quest'anno si è avuta una maggior adesione alla campagna vaccinazioni anche da parte del personale socio sanitario che opera in ospedali, strutture di assistenza, pronto soccorso e ambulanze: 1899 persone. In dicembre sono state distribuite ai medici di famiglia 59 mila dosi, l'Asl da parte sua ne ha somministrate 31 mila, 7760 i vaccini distribuiti nelle rsa del territorio e altri 3897 nelle strutture di ricovero e cura. Altri 1258 per il personale degli enti pubblici e 700 somministrati ai loro assistitit dai pediatri di libera scelta.
Gioca invece un ruolo negativo il fattore ambientale. L'inquinamento, con l'impennata di polveri sottili di questi giorni, non giova certo a bambini, anziani e a persone con patologie respiratorie e allergiche.
I consigli dei pediatri sono di non far frequentare ai bambini luoghi affollati (come i supermercati) e di seguire una profilassi antirafreddamento semplice ma sempre efficae: pulizia del naso, suffumigi per migliorare la respirazione notturna, temperature mai al di sopra dei 20 gradi (ora è anche sconsigliato dal Governo). (m.g.p.)