Quote rosa, Cdl spaccata e nuovo flop
ROMA. Il governo chiede 15 giorni in più a Ciampi per varare leggi qualificanti ma sulle «quote rosa» sconfessa se stesso. La maggioranza si spacca e Forza Italia, con l'aiuto determinante di Udc e Lega, rispedisce in commissione il provvedimento sulla rappresentanza femminile in Parlamento fortemente voluto da Stefania Prestigiacomo(nella foto) , ministro per le pari opportunità.
Tutto avviene nell'aula deserta di Palazzo Madama dove il ministro per le Pari opportunità assiste incredula all'ennesimo abbattimento del disegno di legge. Questa volta da parte del senatore Gaetano Fasolino, anche lui di Forza Italia. «Sono rammaricata e arrabbiata. Evidentemente non c'è la volontà ma io non considero chiusa la partita, e se qualcuno spera di avere definitivamente seppellito il tema delle quote rosa, si sbaglia», dice una furiosa Prestigiacomo, che nel pomeriggio telefona a Berlusconi per chiedergli un intervento diretto a non vanificare quanto fatto finora. Il provvedimento è stato ricalendarizzato su proposta di Renato Schifani e votato da tutta la maggioranza.
Dopo la bocciatura avvenuta alla Camera e il no espresso a novembre in consiglio dei ministri da parte di Pisanu, Martino e Giovanardi, la legislatura si potrà chiudere con una approvazione a metà, ossia da parte del solo Senato? Il mezzo via libera avrebbe almeno un chiaro significato politico ma è difficile immaginare che il consenso mancato per mesi possa essere raggiunto in 24 ore. I contrari, infatti, non sembrano disposti ad alzare bandiera bianca. Lo stesso Fasolino, che ieri ha messo ai voti «a titolo personale» la proposta di rinvio in commissione (passata con 41 si e 34 no) ha spiegato che in aula (dove erano assenti 245 senatori) a favore della sua proposta hanno votato anche esponenti della Lega e dell'Udc. A confermare che nella maggioranza molti deputati e senatori non intendono approvare una norma che prevede che nelle liste elettorali almeno il 25% dei candidati debba essere di sesso femminile sono molti esponenti di An (che al Prestigiacomo ringrazia).
«Giù la maschera. L'unico partito in Parlamento che si batte per più donne nella prossima legislatura è Alleanza Nazionale. Tutti gli altri mentono sapendo di mentire» accusa la coordinatrice delle donne di An, Daniela Santanché, che ricorda l'intesa raggiunta nella maggioranza a favore del disegno di legge che è firmato oltre che da Berlusconi anche da Gianfrancio Fini. «Se gli accordi di maggioranza non vengono rispettati, vuol dire che anche su altri provvedimenti ci potremo sentire svincolati» rincara il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli.
Nell'attesa di vedere come si comporteranno domani i senatori della Cdl, gli esponenti dell'Unione denunciano l'ennesima «presa in giro» ai danni delle donne. Gavino Angius si chiede se tra gli affari urgenti che impediscono di chiudere la legislatura c'è anche il disegno di legge sulle «quote rosa» che Forza Italia «non ha voluto discutere in aula, dando luogo ad una vera buffonata».