I Comuni: un anno di proroga degli sfratti

ROMA. Sono state quasi 75 mila le richieste di esecuzione di sfratto in tutta Italia, 43.982 sono invece i provvedimenti di sfratto emessi, secondo i dati del Viminale, che risalgono al 2004, ma i sindacati degli inquilini sostengono che in realtà nell'ultimo anno queste richieste di sfratto sarebbero aumentate di almeno 20 mila attestando, dunque, ad almeno 100 mila il numero delle famiglie coinvolte dal problema-casa; solo nella capitale sarebbero oltre 4 mila le famiglie interessate.
Il problema è scottante e preoccupa soprattutto i Comuni, in prima linea nell'affrontare l'emergenza abitativa, e che chiedono, in vista del Consiglio dei ministri di oggi che dovrebbe procedere con decreto legge al blocco degli sfratti, un provvedimento di proroga del blocco della durata di almeno un anno ed il rilancio delle politiche abitative. «Mi accingo a scrivere al viceministro con delega alle politiche abitative, Ugo Martinat - spiega Riccardo Balzamo, coordinatore della consulta Casa dell'Anci, l'Associazione dei comuni italiani - per chiedere di capire cosa sta avvenendo. Di questo decreto legge sugli sfratti non conosciamo minimamente i contenuti: è sconcertante». Immediata la risposta all'Anci è venuta, non da Martinat, ma dal ministro Alemanno il quale, a sua volta, ha scritto a Lunardi e Letta per sollecitare un incontro proprio con l'associazione dei Comuni «prima del Consiglio dei ministri». L'Anci sostiene la necessità di una proroga estesa a tutte le grandi aree metropolitane e ai Comuni a forte tensione abitativa, «mentre riteniamo non abbia alcun senso un provvedimento legislativo parziale, che riguardi, per esempio, una sola città». A non conoscere i contenuti del provvedimento previsto per oggi al Consiglio dei ministri è anche il Sunia. «Non vorremmo - dice Luigi Pallotta, segretario generale del sindacato degli inquilini - che si trattasse del solito polverone strumentale che poi riguardi solo una minoranza di cittadini del Paese. Spero che si abbia la capacità di varare un provvedimento vero di sospensione di tutti gli sfratti, per un periodo lungo, per esempio di 18 mesi, per consentire poi ai Comuni di procedere a soluzioni alternative. Mi rendo conto che in questo modo si toccano i diritti dei proprietari ma si potrebbe compensarli con provvedimenti di defiscalizzazione, come sorta di risarcimento economico». Sulla stessa linea anche il segretario generale del Sicet, sindacato inquilini, casa e territorio, Guido Piran. «La nostra proposta - osserva - è questa: dal momento che ci sono le elezioni occorre intervenire con un decreto d'urgenza per un blocco generalizzato delle esecuzioni degli sfratti ripristinando al tempo stesso le commissioni prefettizie per regolare le stesse esecuzioni e coinvolgendo, in questo processo, le parti sociali, gli enti previdenziali, i comuni e i servizi sociali; graduando, in tal modo, l'esecuzione degli sfratti». Ovviamente contrari a qualunque ipotesi di proroga sono i sindacati dei proprietari. Giacomo Carini, presidente nazionale dell'Uppi, l'Unione dei piccoli proprietari immobiliari.