Rosa nel pugno: ingiusto imporci 180mila firme

PALERMO.«Abbiamo chiesto con Emma Bonino un gesto di responsabilità da parte del governo e del ministro dell'Interno perché è grave e incomprensibile che si costringa solo noi a presentare 180mila firme per far si che il simbolo della Rosa nel Pugno sia inserito nella scheda elettorale». Lo ha detto il leader dello Sdi, Enrico Boselli, a Palermo per il congresso provinciale del suo partito. «È grave - aggiunge - dovere essere nelle condizioni di presentare appena un mese prima del voto i candidati. Spero che martedi al Senato - conclude - una modifica fermi questa ingiustizia. Boselli ha anche osservato che «l'idea che la Rosa nel pugno sia isolata sui temi dei diritti civili, può fare piacere anche a qualcuno nel centrosinistra, per esempio a Rutelli, ma non è cosi: gli italiani ci seguono. La Rosa nel pugno - ha dettoa ancora Boselli - sarà la sorpresa elettorale di queste elezioni».
Da parte sua, l'esponente radicale della Rosa nel pugno Emma Bonino, intervenendo al congresso piemontese dello Sdi, ha affermato: «Cari compagni socialisti i mal di pancia non li avete solo voi», facendo riferimento alle perplessità emerse a livello regionale in più parti d'Italia sulla reale efficacia dell'operazione Sdi-Radicali. «Mettendo insieme due formazioni politiche che condividono dei valori di fondo - ha aggiunto - è indubbio che abbiamo sviluppato modi diversi di essere e di vivere la vita politica. I mal di pancia di cui sento parlare non li avete solo voi, ma a volte ce li ho pure io, perché secondo me bisognerebbe andare un po' più svelti».