«Dimenticano i diritti dei lavoratori»
MORTARA.Il personale del tribunale replica ai sindaci di Mortara e Mede, che hanno difeso la presenza degli uffici dei giudici di pace nei rispettivi Comuni. Il delegato Fernando Macchia interviene con una lettera aperta a nome della rappresentanza sindacale di palazzo di giustizia.
«Apprezziamo l'interesse dei sindaci per quanto riguarda il funzionamento degli uffici del giudice di pace, ma il loro interessamento si limita alle dichiarazioni riportate dal giornale. Innanzitutto, quando si parla di diritti e servizi per l'utenza, non bisogna dimenticare i diritti costituzionali dei lavoratori che dovrebbero svolgere attività, in via principale, nella sede cui sono stati assegnati. Diversamente, si dimentica il sacrificio cui è sottoposto il personale, peraltro già oberato, negli uffici di appartenenza, dal carico di lavoro abnorme, dovuto anche alla carenza di organico. Inoltre, cosa non secondaria, gli amministratori locali dimenticano le condizioni ambientali in cui i lavoratori si trovano ad operare. Il riferimento è alle strutture. Sia a Mortara che a Mede, gli edifici che ospitano i giudici di pace sono invivibili per il caldo d'estate e il freddo d'inverno. Ma questo sarebbe il minimo. Nelle sedi ci sono grossi problemi relativi alle barriere architettoniche e alla carenza delle misure di sicurezza antincendio e antinfortunio previste dalla legge 626. In conclusione, vorremmo ricordare ai sindaci anche gli ex-dipendenti comunali addetti agli uffici del giudice conciliatore, che avrebbero potuto essere assegnati alle cancellerie dei giudici di pace. Ebbene, che fine hanno fatto?».
La lettera aperta continua richiamando l'attenzione sull'impegno del personale del tribunale per gli uffici dei giudici di pace. «E' giusto che i sindaci parlino di salvaguardare gli utenti e garantire il servizio. Ma in questi dieci anni il servizio è stato garantito anche perchè il sottoscritto Fernando Macchia, oltre a tutti i colleghi, ha dato la propria disponibilità consentendo di assicurare un servizio minimo. Ma oggi abbiamo raggiunto il limite di tolleranza e non si può penalizzare ulteriormente il personale, perchè il diritto dell'utente va tutelato, ma senza dimenticare i diritti dei lavoratori. Infine, non dimentichiamo quanto costa quel servizio alla collettività. Viste le condizioni in cui versa la giustizia, oggi quel servizio può essere considerato un lusso e i fondi impiegati potrebbero essere utilizzati per potenziare gli altri uffici».