«Noi, i dannati di quel bus Sila»
REA. Chi viaggia in treno non può dirsi contento, anzi. Chi viaggia in bus però non è più fortunato. Lo dimostra una petizione con centinaia di firme inviata per conoscenza anche alla Regione, ai Comuni di Mezzanino, Rea e Verrua. Il destinatario della dura polemica è la «Sila» che gestisce il trasporto extraurbano su diverse tratte frequentate da pendolari e studenti. La protesta (divenuta a furia di disagi subiti durissima) viaggia proprio su uno di questi bus e in particolare quello che ogni giorno parte (più o meno puntuale) dalle 7,10 da Rea per arrivare a Pavia. Ma nel tragitto...
Loro sono i pendolari «Sila». Gente che paga biglietti e abbonamenti. Gente che ha superato i limiti dell'umana sopportazione, dote ormai richiestissima per i viaggiatori dell'anno di Grazia 2006. Hanno cosi messo nome, cognome e tanto di firma sul documento che porta alla luce tutto quello che proprio non va su quei bus o meglio soprattutto su quel bus. Sono centinaia a pensarla allo stesso modo: il triangolo Verrua-Rea-Mezzanino è ora in fermento. Gli argini della protesta non reggono più. «Il disagio è grave» si legge nella petizione che prosegue annotando: «Automezzi sporchi ed in cattivo stato di manutenzione addirittura senza riscaldamento, creando notevoli problemi all'utenza viste anche le temperature rigide di questi giorni». Subito dopo una logica constatazione nel crescendo di una motivata polemica: «Riteniamo - sottoscrivono infatti i pendolari nella petizione - di non poter più sopportare tale grave situazione visto che, oltrettutto, i titoli di viaggio sia giornalieri che settimanali e mensili, vengono regolarmente acquistati da tutti e che pertanto la spettabile Sila riceve regolarmente i rispettivi introiti».
Paghiamo sempre, ma siamo in credito: questo il messaggio. «Confidiamo in una rapida e chiara soluzione della vicenda - chiude la petizione - diversamente ci riterremo liberi di segnalare la situazione per le dovute ispezioni agli organi competenti e ci tuteleremo per ogni eventuale danno subito ai sensi di legge». Una delle firmatarie aggiunge a margine di questa mobilitazione del trasporto in crisi: «Dovevamo muoverci prima - dice - quello che stiamo vivendo ha dell'incredibile. Non aspetteremo troppo per avere risposte». (f. g.)