Osama Bin Laden offre la tregua agli Usa

NEW YORK. Torna a farsi vivo Osama Bin Laden e lancia nuove minacce contro gli Stati Uniti e gli americani. Propone anche una tregua per mettere fine alla sofferenza del popolo afgano e iracheno. Ma il governo di Washington immediatamente rifiuta ogni forma di intesa col capo di Al-Qaeda ribadendo che la guerra al terrorismo verrà terminata quando lo vorranno gli Stati Uniti. Niente immagini, solo il suono della voce di Bin Laden che si rifà vivo per la prima volta dopo tredici mesi di silenzio. Il messaggio è stato diffuso dalla televisione in lingua araba al Jazira.
Ed è stato ripreso con cautela dalle televisioni americane che volevano essere certe che si trattasse effettivamente del leader di Al-Qaeda. La conferma è venuta nel giro di qualche ora dagli esperti della Cia. Quando sia stato registrato il messaggio non si sa con certezza, ma nelle minacce di Bin Laden non c'è nulla di specifico che faccia pensare che si tratti di una registrazione fatta in risposta agli avvenimenti degli ultimi giorni.
«Sono in corso operazioni di preparazione e, se Allah vuole, le sentirete nelle vostre case», dice Bin Laden nel messaggio che dura solo pochi minuti. «Ma non abbiamo obiezioni a offrirvi una tregua a lungo termine, con condizioni giuste che noi rispetteremo, perchè Dio proibisce il tradimento e la menzogna alla nostra nazione».
Immediata la reazione della Casa Bianca che ha respinto l'offerta di tregua. «Non negoziamo con i terroristi», ha tagliato corto Scott McClellan, portavoce del presidente, aggingendo che gli Stati Uniti stanno vincendo la guerra. «I terroristi sono in fuga. Per questo è importante che non ci fermiamo e che continuiamo ad attaccarli. La guerra terminerà quando e come lo deciderà il presidente».
Bin Laden prosegue attaccando George W. Bush che accusa di ignorare le pressioni dell'opinione pubblica Usa, favorevole all'inizio del ritiro delle truppe. «Bush non condivide questo vostro desiderio e afferma che il ritiro delle truppe lancerebbe un messaggio sbagliato al nemico perchè è meglio combatterlo sul suo terreno che non sul vostro».
«La verità è che la guerra contro gli Stati Uniti e i suoi alleati non è circoscritta solamente all'Iraq, come afferma lui», prosegue il capo di al Qaeda in una registrazione che appare parecchio disturbata da rumori di sottofondo, «ma l'Iraq è diventato il centro di gravità e di reclutamento di combattenti qualificati».
Mentre al Jaziera trasmetteva il nuovo messaggio di Bin Laden, il presidente Usa si apprestava a fare un intervento sull'economia. Ma la Casa Bianca anzichè cambiare il testo del suo discorso ha lasciato inalterato l'intervento di Bush (il presidente non era neppure stato informato che Osama era tornato a farsi vivo) ed è stato affidato al suo vice il compito di reagire alla registrazione. Parlando a New York in occasione di un intervento sul terrorismo precedentemente organizzato, Dick Cheney ha detto che la minaccia del terrorismo «resta assolutamente reale» e per questo gli Usa non possono abbassare il livello di guardia.
La ricomparsa di Bin Laden sta avendo una duplice reazione. Da una parte ripropone l'interrogativo di perchè il governo di Washington e la Cia non siano riusciti a catturarlo più di tre anni dopo l'attacco alle torri gemelle. Allo stesso tempo il tono minaccioso di al Qaeda serve all'amministrazione Bush per ricordare agli americani quanto sia pericolosa la situazione fintanto che i terroristi minacciano l'Occidente.
Benchè ci siano indicazioni che Bin Laden abbia registrato il suo messaggio in dicembre (secondo al Jazira la data riflette quel mese nel calendario giuliano), nessuno negli Stati Uniti mette in dubbio che le minacce possano essere reali.