Bonus ai pendolari della Milano-Mortara

MILANO. Sono oltre 40 mila gli abbonati a Trenitalia e alle Ferrovie Nord Milano che hanno diritto al bonus per i ritardi e le soppressioni dei treni nel mese di novembre 2005, con indennizzi pari a 280.000 euro. Lo comunica la Regione Lombardia in una nota. Sono otto le tratte ferroviarie che hanno superato la soglia di tolleranza (5,75 per cento) per 5 direttrici di Trenitalia e 4,35 per cento per le 3 direttrici di FNM) oltre la quale si ha diritto al bonus.
Queste le tratte Trenitalia interessate: Milano-Novara-Vercelli-(Torino); Milano-Bergamo (via Carnate); Seregno-Carnate-Usmate; Milano-Bergamo (via Treviglio); Milano-Mortara-Alessandria. Sulla rete delle ferrovie Nord le tratte interessate sono: Milano-Novara; Milano-Asso; Milano-Seveso-Mariano Comense. Il valore del bonus, valido come sconto per l'acquisto di un nuovo abbonamento Trenitalia e FNM è pari al 20 per cento per gli abbonamenti mensili, e fino al 10 per cento per quelli annuali - si legge nella nota della Regione -. Per Trenitalia il bonus potrà essere richiesto dal 22 gennaio 2006 al 28 febbraio 2006 nelle biglietterie e in tutti i punti convenzionati della Lombardia, presentando l'abbonamento del mese di novembre. Per FNM il bonus verrà automaticamente riconosciuto in biglietteria come sconto del 20 per cento per l'acquisto dell'abbonamento per il mese di febbraio. Dal primo marzo anche il bonus di Trenitalia verrà riconosciuto automaticamente agli aventi diritto. «Noi ci auguriamo che non ci siano disservizi e che quindi non si configuri la necessità del bonus» ha spiegato Alessandro Moneta, assessore lombardo alle Infrastrutture e Mobilità, che ha chiesto e ottenuto da Trenitalia una riforma del sistema dei bonus. «Ma in ogni caso - ha continuato - vogliamo affermare il principio che il disservizio è un danno per il cittadino, il quale deve essere risarcito sempre e non una tantum».
Intanto, dopo i disservizi e le proteste degli utenti del trasporto locale, dopo le minacce di alcune Regioni di disdettare i contratti con Trenitalia, i vertici del gruppo Fs siedono al tavolo della pace e concordano una strategia per uscire da quella che gli assessori regionali ai Trasporti chiamano, parola del loro coordinatore campano Ennio Cascetta, «una vera emergenza nazionale. Per un confronto non formale ma nel merito delle contestazioni», informa Cascetta, visto che il trasporto regionale rappresenta con i suoi 1.433 milioni di euro annui pagati dalle Regioni ed il milione e 600 mila utenti quotidiani del trasporto locale (contro i 200 mila della lunga percorrenza), «il primo cliente del gruppo Fs. E vorremmo che questo ruolo fosse riconosciuto. Da oggi si attiva una operazione di verità su ciò che verrà messo in campo nei prossimi mesi in termini di treni, orari, puntualità». Operazione che si dispiegherà sui tavoli regionali da una parte, e su due tavoli nazionali dall'altra: uno per sviluppare una nuova strategia di informazione del gruppo Ferrovie ai clienti, l'altro per individuare un indirizzo comune alle Regioni nella definizione dei propri contratti di servizio.