Epolis, l'informatica spacca il Mezzabarba
PAVIA. Dire che è stato un consiglio 'concitato" è dir poco. E d'altra parte la materia non era di ordinaria amministrazione. Non capita tutti i giorni di avere a che fare con una società che dopo soli cinque anni di esistenza presenta un passivo che supera il capitale sociale con cui era nata. Epolis ha presentato, nel bilancio 2005, un buco da 340mila euro che ha rischiato di trascinare con sè anche i progetti e le finalità con cui era nata: fornire prestazioni e servizi informatici ad enti pubblici e privati, nonché l'elaborazione e commercializzazione di prodotti informatici. Ora Epolis, dopo l'approvazione della delibera presentata, cambia faccia, e da 'Spa" diventa 'Srl". Una struttura più 'snella", come la maggioranza ha più volte ribadito nel corso della seduta, e con un amministratore unico. Il controllo passa interamente all'Asm, che si preoccuperà di coprire le perdite oltre capitale.
L'Asm deteneva precedentemente una quota pari al 33% delle azioni, mentre il Comune occupava il restante 66%. La decisione di modificare lo statuto giuridico dell'impresa, a cui si è arrivati con 23 voti a favore, 12 contrari, due astenuti e Rondini che ha deciso di non partecipare al voto, è stata sofferta e duramente osteggiata dalla minoranza. Che ha insistito, in una discussione durata quasi sei ore, sulla necessità di «maggiori chiarimenti». A questo punto la seduta del consiglio comunale è diventata, per la maggioranza, un vero campo minato. Da un lato il rischio di dover portare veramente 'i libri in tribunale", come chiede il Cantiere di Veltri, dall'altro la necessità di tutelare il destino dei 9 dipendenti, tra consiglieri di amministrazione, tecnici e revisori dei conti. E, se non bastasse, capire anche come guardagnare il tempo perduto, in materia di innovazione e progettualità. Perché, al di là degli stipendi degli amministratori (circa 65mila annui per il tre consiglieri e 8mila euro annui per i tre del collegio sindacale), il vero problema sono gli investimenti per i progetti mai realizzati.
La maggioranza 'scivola" sulla domanda di fondo: «Come è stato possibile arrivare a una 'voragine" di 340mila euro e perché non è stata convocata l'assemblea dei soci»? Cristina Niutta, che parla di «epilogo di una tragedia già annunciata», sfodera le cifre del tracollo: «Già nel 2002 si erano capitalizzati i costi per 109mila euro. Senza tale operazione il bilancio della società anziché essere in pareggio avrebbe rilevato una perdita di 207mila euro con quelle obbligatorie determinazioni che si sarebbero dovute attivare, e cioè la convocazione senza indugio dell'assemblea per deliberare la riduzione del capitale o la trasformazione della società. Risulta poi che al 31 dicembre del 2004 Epolis riportava una perdita di 94.216 euro. Già un anno fa c'era dunque una situazione che comportava l'esercizio delle azioni obbligatorie previste dal codice civile». Insomma, 'l'operazione trasparenza", come la maggioranza la definisce, non convince.
Da più parti si chiede di chiudere la vicenda e poi, semmai, pensare ai progetti da portare avanti nel campo dell'information technology. La stessa salvaguardia dei posti di lavoro non rassicura gli oppositori, come Carlo Nola: «Perché avete assunto una persona a tempo indeterminato se c'era un problema economico»? La domanda viene ripresa poi da Fracassi. E tra i banchi dell'opposizione è un continuo incalzare. Rondini chiede: «Ma quando si è vista una società che solo trasformandosi da Spa in Srl si riprende»? E Bruni si dichiara «preoccupato per il rischio di demolire il patrimonio dell'Asm». Dante Labate dà la percentuale dei costi che hanno inciso sul bilancio: «Il 73% per le spese relative al personale». Vola anche qualche parola grossa, come 'falso in bilancio" e 'amministratori incompetenti". Non ci sta la maggioranza e difende sia la competenza degli amministratori che la 'mission" del progetto. Ci prova prima l'assessore Angelo Zucchi che parla di «passaggio transitorio necessario per salvaguardare le finalità originarie della società e l'occupazione al suo interno. In questo modo - ha proseguito Zucchi - si salvano le competenze acquisite dalla società, i contratti in essere nei comuni e si garantisce un segmento di mercato strategico». Zucchi difende anche il consiglio di amministrazione costituito dal presidente Ruggero Civitarese, Rodolfo Faldini e Sergio Pezzoni. E' poi il turno del capogruppo dei Ds Luigi Duse, che prova a riportare l'attenzione sulle finalità della società: «L'e-government è una delle leve essenziali per la modernizzazione della pubblica amministrazione. Epolis rappresentava al momento della sua costituzione una sfida ambiziosa per la messa in rete degli enti locali. Il problema non è quindi quello di una mancanza di visione globale dei processi, ma di una società che si è esaurita nell'impostazione gestionale».