«Svegliati, abbiamo tutti bisogno di te»
TORTONA.Migliaia di messaggi, lettere, cartoline. Tutti commoventi, molti toccanti. «Caro Massimiliano - scrive Gabriella, che si definisce 'lettrice della Provincia pavese" - sono certa che in un modo che noi non capiamo sei ben consapevole dell'amore che ti circonda. A te, alla tua mamma, e a tutti coloro che ti vogliono bene mando un pensiero e un mondo di auguri, con l'assicurazione di una quotidiana preghiera». Basta scegliere a caso. «Facilmente il vento sradica un alberello, ma tu sei una grande quercia. Non mollare mai. Ti voglio tanto bene, Ottavia da Roma». Da Scalea, in Calabria, scrivono: «Svegliati, Massimiliano. Il mondo ha bisogno di te, la terra ha bisogno dei tuoi passi, l'aria del tuo respiro, il cielo del tuo sguardo, la vita del tuo sorriso e la mamma del tuo amore. Ti aspettiamo a Scalea. Franco e Fiorina Vittorino». Il tragico incidente stradale in cui rimase coinvolto Max Ferrauto avvenne il 20 marzo 1992, sulla statale per Novi Ligure, all'altezza di Rivalta Scrivia. Massimiliano, che all'epoca aveva vent'anni, non era alla guida ma era seduto sul sedile del passeggero. Da allora è in coma, assistito dall'amore della mamma, Francesca Ceva, e del papà Mario Ferrauto. Massimiliano respira da solo, ma non è cosciente e viene alimentato da un sondino.