Massimiliano, le voci che aiutano la speranza

TORTONA. I medici non ci credono, la famiglia e i suoi molti amici, invece, non hanno dubbi: Massimiliano può ascoltare le parole che gli scrivono migliaia di persone, e ne è contento. Per loro Massimiliano Ferrauto ascolta e probabilmente ha anche bisogno di quelle voci, di quelle visite. Parole che non mancano mai: 14 anni dopo quel terribile incidente stradale, ogni giorno arrivano tre o quattro cartoline per lui. E ora ha un amico in più: un parroco giunto dalla lontana India.
Padre Sebastian è un religioso appartenente alla comunità dei Giuseppini di Asti. E' arrivato in Oltrepo nel giugno scorso, con padre Joshi e padre Sabu, anche loro indiani. Insieme, i tre religiosi giunti dal subcontinente indiano hanno preso a seguire le anime di quattro parrocchie: Robecco Pavese, Casatisma, Argine e Verretto. Glielo ha chiesto il vescovo di Tortona, Martino Canessa, che altrimenti non avrebbe avuto parroci da destinare a quei quattro importanti paesi. A far conoscere la storia di Massimiliano a padre Sebastian è stata Marilena Forlino Oppizio, nota pittrice di Casatisma nonchè catechista in paese. «Marilena stava raccontando la storia di Massimiliano, che oggi ha 34 anni, ai bambini del catechismo - spiega padre Sebastian - Mi sono interessato a questa triste vicenda, e ho chiesto a Marilena di accompagnarmi a Tortona alla prima occasione. Abbiamo scritto una lettera alla famiglia, la mamma ci ha risposto e cosi abbiamo combinato l'incontro. Siamo andati a trovare Massimiliano e la sua famiglia pochi giorni prima di Natale, per fargli gli auguri. La mamma è stata molto contenta di vederci; abbiamo parlato della loro storia e della speranza; sono stato un po' con il ragazzo. Tornerò presto a casa loro, e vorrei portare a Tortona anche i miei confratelli». Padre Sebastian si aggiunge agli amici storici della famiglia, come Franco Mutti, della lega per i diritti delle persone disabili di Tortona. «Ogni anno Marilena dona uno dei suoi quadri a Massimiliano - racconta Mutti - La madre di Massimiliano, Francesca Ceva, l'appende ai muri della casa insieme alle cartoline più belle tra quelle che ogni giorno arrivano alla casa del ragazzo. Appenderle tutte sarebbe impossibile: da quel lontano mese di marzo del 1992 ogni giorno arrivano almeno quattro o cinque tra lettere o cartoline, da tutta Italia. L'indirizzo è facilissimo: basta scrivere sulla busta o sulla cartolina «Per Massimiliano, Tortona (Alessandria)». E le poste la consegnano all'indirizzo giusto. E' una grande dimostrazione di affetto e solidarietà che ogni giorno accompagna il nostro Massimiliano». La raccolta era iniziata quasi per caso, pochi giorni dopo il rientro a casa dello sfortunato giovane. «A Massimiliano sono sempre piaciute le cartoline - racconta la mamma - le raccoglieva anche prima dell'incidente stradale».