«No a chi stava con Hitler»

CASTEGGIO.«Inaccettabile. Dopo l'8 settembre e l'armistizio, una parte ha scelto di stare con Hitler, cioè con chi avrebbe trasformato l'Europa in un immenso campo di concentramento se avesse vinto. E' intollerabile pensare di equipararla con chi si batteva dall'altra parte».
Picchia il pugno sul tavolo, Tullio Montagna, presidente del comitato provinciale antifascista. Boccia senza appello la scelta del sindaco Manfra di mettere sullo stesso piano i caduti partigiani e quelli della Rsi. «Non si può dire: tutti i morti sono uguali - insiste Montagna - Il giudizio storico ed etico non ha nulla a che vedere con le vicende umane private. La storia non si può cancellare».
Chi difende la scelta del sindaco Manfra però sostiene che anche i combattenti della Rsi lottavano per un ideale.
«D'accordo, ma non ci si può sottrarre in alcun modo a un giudizio di valore. Perchè in quel caso dovremmo fare dei monumenti anche ai brigatisti rossi, che sparavano e ammazzavano ma però dicevano di battersi per una società più giusta e migliore. Non si può dire: i morti sono morti, sono tutti uguali. C'è morte e morte».
La scelta di campo dopo l'8 settembre fu netta. Non furono più possibili dubbi e crisi di coscienza.
«A quel punto fu chiaro a tutti che stare da una parte significava stare con Hitler, stare con il nazismo e il fascismo, ossia con un'associazione a delinquere. Da una parte si è combattuto e si è morti per Hitler e il suo criminale progetto di società, dall'altra per la libertà e la democrazia».
Molti partigiani, tuttavia, guardavano a Mosca e non a Londra o a New York. E sappiamo tutti di quali terribili crimini si è macchiato lo stalinismo.
«Anche in questo caso bisogna distinguere, perchè è chiaro che non si può condannare senza appello Stalin e la sua gestione del potere, ma neppure si può dimenticare che la Russia, con i suoi venti milioni di morti, diede un contributo fondamentale alla sconfitta del nazismo».
Anche con Salò c'erano giovani in buona fede.
«Questo è indubbio. Ma rimane il fatto che la loro scelta fu sbagliata, che fra i due campi scelsero quello della tirannide e dell'orrore nazista. Non dimentichiamo che erano proprio i fascisti a indicare ai tedeschi dove si trovavano gli ebrei, destinati a morire nei lager». (r.lo.)