Anche un notaio di Voghera tra le possibili parti offese
PAVIA.Per intestare i mutui sceglievano i nomi prendendoli a caso dalle lapidi dei cimiteri. Emergono nuovi particolari dalle indagini condotte dalla procura di Imperia sulla truffa dei mutui intestati a defunti. E si allarga l'orizzonte dell'inchiesta. Tra gli indagati a piede libero figura anche la figlia di Teresa Nascimbene, mentre tra le possibili parti offese c'è il notaio De Blasi di Voghera, ingannato dai presunti truffatori al momento di firmare i rogiti per la compravendita di immobili. Tra gli elementi a disposizione degli inquirenti ci sono anche intercettazioni telefoniche. In una conversazione con la stessa Nascimbene l'avvocatessa pavese indagata avrebbe pronunciato una frase che ha fatto drizzare le antenne alla Finanza. Ma solo ulteriori accertamenti potranno stabilire se si sia trattato di parole 'sospette" o non sia un'espressione riconducibile ad una battuta di spirito. Non c'era invece la voce dell'avvocatessa tra quelle che di volta in volta si alternavano al centralino fasullo creato dagli indagati. Alle banche nelle quali venivano accesi i mutui veniva dato un numero telefonico di riferimento e alcuni tra gli indagati si alternavano a rispondere facendosi passare per dirigenti di azienda o professionisti in modo da non destare sospetti sulla regolarità dei mutui.