«No, il caso Ds non è chiuso»

ROMA.«Ho fatto il mio dovere, ho detto la verità». Silvio Berlusconi deve convocare una conferenza stampa alle 18 di sabato, fatto eccezionale a Palazzo Chigi, per replicare alle accuse che gli piovono addosso da ogni lato. Il Cavaliere non ci pensa per niente ad accogliere l'appello di Fassino ad abbassare i toni. E tanto meno gli inviti ormai espliciti di Casini a cambiare registro o le critiche di De Benedetti e Della Valle. «Silvio contro tutti», come si definisce, giura che «il caso non è chiuso», promettendo di continuare su questa strada. «Credo che il caso Unipol andrà avanti a lungo».
«Dal primo momento ho detto sempre la stessa cosa», ripete, e cioè che «non è vero che i Ds si sono limitati a fare il tifo» nello «scandalo Unipol». Per tentare di annullare queste mie dichiarazioni, spiega, «mi hanno sfidato ad andare in Procura. Li ho accontentati. E in Procura ho ripetuto le stesse cose». Vale a dire, cose «penalmente non rilevanti». «Io non ho mentito - sottolinea Berlusconi - loro hanno mentito perché sono entrati nel gioco Unipol-Bnl. Cosa hanno da nascondere? E dove è finito Prodi? Non è lui il leader dell'Unione?».
Il Cavaliere conferma insomma la versione già offerta il giorno precedente. Ribadisce che le sue dichiarazioni hanno solo valenza politica (ma allora non si capisce perché è andato a farle in Procura) e chiede che si continui a scavare nella vicenda Unipol. Aggiunge che «può bastare un pranzo» per influenzare qualcuno, con evidente riferimento al pranzo di cui ha parlato lui stesso fra esponenti Ds e il presidente delle Generali Bernheim. «In Francia la chiamano 'trafic d'influence"», spiega. E conclude: «Venga a galla la verità, tutta la verità. Il caso non è chiuso».
Rispondendo alle domande dei giornalisti conferma però di essere stato informato da Fiorani circa il suo progetto di scalata della Antonveneta. «Tutti sono venuti ad informare il presidente del Consiglio - assicura - e tutti hanno ricevuto la stessa risposta. Mi chiedevano: lei è felice se Unipol acquista la maggioranza nella Bnl? Io ho risposto: se avete azioni consegnatele a chi vi da di più. Questo è il libero mercato».
Non nasconde l'irritazione per le critiche piovutegli addosso dagli alleati. «Sono 12 anni - protesta - che contro di me si fa di tutto. Mi sarebbe piaciuto che gli alleati avessero levato la voce per difendermi». E poco dopo, durante una passeggiata nel centro di Roma, ai giornalisti che gli chiedono se il caso ha provocato nuove tensioni nella Casa delle libertà, il Cavaliere replica: «Non certo da parte mia». Ma la risposta più stizzita e feroce la dedica a Carlo De Benedetti e Diego Della Valle che ieri lo hanno duramente criticato. «Parliamo di cose serie - replica a chi gli chiede un commento - Se vogliono fare i portavoce politici, entrino in politica, non facciano i burrattinai da fuori».
Fassino lo invita a fermarsi e a confrontarsi sui temi politici? Berlusconi gli replica che quando dice queste cose deve «guardarsi nello specchio». «Non sono io che voglio questo tipo di campagna elettorale. Sono loro che vogliono questi toni». Continuerà la battaglia sul caso Unipol?, gli chiedono. «Penso di si», è la risposta.(a.p.)